Scommesse sul cricket: quali strade ci sono davvero in Italia e per chi sono

Updated Ottobre 2026
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Il cricket non è la Serie A, e chi punta su un ODI lo scopre subito: nessun mercato è creato dal bookmaker, tutto ciò che compare nell’app è stato approvato evento per evento dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, meglio nota come ADM (ex AAMS). Chi cerca «quote cricket scommesse» parte dal presupposto che il bookmaker possa aggiungere una partita a piacere, come farebbe con un torneo di freccette: non funziona così. Ogni voce del palinsesto è una decisione amministrativa, e il bookmaker non decide da solo quale partita di cricket esiste, per lui e per te.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le concessioni citate sono state verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

La legge prima della quota: chi può raccogliere una scommessa in Italia

Il punto di partenza è una legge, non un’opinione: chi offre gioco ai giocatori in Italia senza concessione commette un reato. Il quadro è fissato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e le concessioni non si comprano: si assegnano con gara pubblica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Che cosa dice il riordino del 2024

L’articolo 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; il totalizzatore sportivo e ippico; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il cosiddetto betting exchange; e il bingo.

Sotto l’articolo 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo: una concessione non è un abbonamento che si rinnova, è una finestra che si chiude. Tra i requisiti richiesti c’è una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara stessa (articolo 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (articolo 4, comma 3, e articolo 5, comma 3): chi vince la gara non può rinegoziare le regole a metà strada.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda. E qui sta la prima trappola per chi legge una classifica: l’elenco non ha una colonna dei giochi, un concessionario può detenere insieme il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive; lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore.

Concessione ADM per sito: come si verifica in cinque minuti

Un soggetto con concessione ADM è, per definizione, iscritto all’elenco: non esiste un’altra strada per ottenerla. L’elenco non ha un filtro per disciplina, però, e lo stesso vale per un posto in una classifica: comparire in una lista non è una concessione, la si ha o non la si ha. Vale la pena ripeterlo perché su internet circolano elenchi di «migliori bookmaker» che mescolano concessioni vere con brand che non compaiono affatto nell’elenco di ADM.

Il controllo pratico ha tre passaggi. Si apre l’elenco ufficiale dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito di ADM (o l’elenco dei siti inibiti, pubblicato da ADM e dalla Guardia di Finanza). Si cerca il nome del sito .it, non quello del marchio internazionale. Poi, per capire il prodotto, si va nelle condizioni generali dell’operatore: gli operatori dichiarano lì il numero di concessione e la società titolare, e su quelle pagine si legge anche se il prodotto offerto è una scommessa sportiva.

Sul sito .it non si trova mai il nome di un concessionario senza il numero: le aziende dietro i marchi sono spesso diverse da ciò che il nome suggerisce. Unb

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto, è una fotografia dell’elenco alla data: significa che quei marchi operano fuori dal perimetro, con tutto quello che comporta e che la sezione sui rischi descrive.

Il palinsesto approvato: l’unico catalogo che conta

L’articolo 2, lettera s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi (sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi) e di tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è diretta: una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Che cosa contenga il palinsesto di un singolo bookmaker — quali sport e quali tipologie di giocata — non è pubblico: il catalogo effettivo si vede solo aprendo il sito. Per il cricket questo conta doppio, perché il cricket non è un campionato continuo come la Serie A ma una serie di tornei sparsi sul calendario.

Scommesse su eventi simulati e virtuali

L’articolo 2, lettera v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici o di altro tipo generati dal computer e mostrati con un’animazione oppure con un evento reale pre-registrato. Sono ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».

È il posto in cui il cricket, come sport simulato, può esistere anche quando il calendario reale è vuoto — e va detto con chiarezza che questi eventi non sono partite: sono animazioni con una quota sopra, e la loro natura «virtuale» non è un’etichetta di marketing. Chi li confonde con un torneo internazionale sta guardando un gioco diverso.

Ippica, live ed exchange: tre giochi, tre regole

Le corse dei cavalli sono due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a); i «giochi di ippica nazionale» (lettera c), con vincinte, accoppiate, tris e quinté di tipo totalizzatore come li definisce l’articolo 2, lettera h), richiedono una concessione propria. Se un brand online accetti oggi quote di ippica nazionale non è dato sapere.

Il live lo offre ogni grande operatore, e le regole di ADM sui mercati in-play, sui ritardi e sugli eventi non sono note: non esiste un elenco pubblico e uniforme dei mercati live. Chi punta sul cricket in diretta, con le partite che si giocano a orari notturni italiani, si troverà quindi a improvvisare sul catalogo — ed è esattamente il motivo per cui conviene guardare quanti eventi live l’operatore dichiara in app prima di registrarsi.

Il betting exchange è ammesso come gioco separato (articolo 6, comma 1, lettera e; articolo 2, lettera u): il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenere regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riporta che sul vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Non è noto quali brand gestiscano oggi un exchange né le sue regole di commissione.

Altre due caselle restano aperte senza risposta: le scommesse su eventi che coinvolgono minori, su cui esiste una decisione dirigenziale ADM che cita il DM 111/2006 e il cui contenuto non è noto, e gli esports, di cui non si sa se entrino nel palinsesto. E non esiste un tetto di legge in euro sulla puntata nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Chi non ha la concessione: cosa rischia davvero il giocatore

Qui la legge smette di essere amministrativa e diventa personale. L’articolo 22, D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e qualche fornitore è più lento: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che ne aggiungono decine o centinaia alla volta, mentre i mirror riappaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

Poi c’è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, che ADM stessa cita il 28 febbraio 2024: la norma «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti, ma la regola vale per chi partecipa, non solo per chi pubblicizza. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto non si fa sulle promesse: una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quest’area è scoperta, senza tutele e senza il RUA alle spalle.

Pubblicità, bonus e ciò che resta vietato

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con Legge 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lettera l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (articolo 3, lettera m; articolo 15, comma 3). La stampa di settore sul 2025-2026 aggiunge tre elementi: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, tipo le sponsorizzazioni — non è mai arrivata a essere legge, e al momento della verifica il divieto è in vigore.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e nessun tetto di legge né sull’importo né sui requisiti di puntata è noto. Importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore.

Uno dei motivi per cui questo capitolo viene prima degli altri è che una concessione è ciò che lega un marchio al palinsesto approvato, al RUA e alle tutele che l’articolo 15 descrive nella sezione dedicata alla prevenzione: senza di essa, il resto della pagina non si applicherebbe al sito che state guardando.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che il concessionario deve mettere sul tavolo

Un conto di gioco non è un conto corrente, e conviene ricordarselo quando si impostano i limiti: tutto ciò che si decide in registrazione resta scritto, e quasi nulla si cambia con un clic.

Il conto di gioco e i limiti scelti alla registrazione

L’apertura del conto passa dall’identificazione piena. Per BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi non usa SPID deve completare la validazione del conto entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono, non una regola unica per tutti.

L’articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve garantire: autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Sul deposito la scelta è del giocatore: in registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento ha effetto immediato e per alzare un limite si aspettano sette giorni. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e conferma la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota.

Quella asimmetria è la parte del sistema che funziona meglio, e vale la pena capirne il motivo: abbassare un limite è una decisione che si prende lucidamente, alzarlo è una decisione che si prende la sera stessa in cui si è perso. Sette giorni di attesa sono la risposta normativa a quella differenza. Chi vuole conoscere il tetto di ricarica prima di aprire il conto lo trova nelle condizioni dell’operatore, non in una pagina di istruzioni generica.

Autoesclusione e Registro Unico degli Autoesclusi

L’autoesclusione è lo strumento più radicale, e in Italia ha un registro centrale: il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore; una testata di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e durate e forme sono quelle che stabiliscono i contratti degli operatori e la pagina di ADM.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il periodo indeterminato non è una gabbia senza uscita, ma nove mesi sono nove mesi.

La crepa sta altrove, e riguarda direttamente il cricket: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un marchio offshore non è protetto da nulla — il suo nominativo non esiste in nessun registro che quel sito consulti — ed è la ragione pratica, prima ancora che giuridica, per cui la strada della concessione resta l’unica che un italiano possa percorrere senza restare solo. Per un appassionato di cricket, che cerca mercati su tornei che gli altri non coprono, quella tentazione è concreta: la fila di siti «non AAMS» che promettono il mondo è esattamente la fila dove il RUA non arriva.

Gioco responsabile e canali di aiuto

L’articolo 15, comma 2, impone a ogni concessionario di destinare allo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un obbligo di spesa, e vale come tale: non dimostra che l’operatore sia virtuoso, dimostra che non può evitare di pagare.

Sul lato pratico, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è l’unico dato della sezione che non richiede un conto, una registrazione o una ricarica: esiste prima del gioco e resta anche quando il conto è chiuso. Chi legge questa pagina per informazione e non per puntare può fermarsi qui e portarsi a casa il numero, che è più utile di qualsiasi quota.

Tassazione: chi paga, e cosa resta al giocatore

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta è sulla rete fisica e 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %); le scommesse virtuali, cioè i cosiddetti eventi simulati, pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è mai entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore che incassa da un concessionario ADM, però, la partita è chiusa prima di cominciare: le vincite pagate da un concessionario non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — la stampa del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», il giocatore riceve il netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, e la conclusione prudente è sempre la stessa: consultare un commercialista.

Sul fronte opposto la faccenda si complica. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Messe una accanto all’altra, le due situazioni spiegano perché la concessione non sia solo un timbro. Da una parte c’è un giocatore che riceve il netto e non compila nulla; dall’altra un contribuente che deve ricostruire da sé l’intero importo ricevuto e portarlo in dichiarazione, senza poter dedurre le puntate che ha perso. La differenza tra le due righe non è una commissione, è un adempimento.

Fondamenti del cricket e calendario delle competizioni

Un bookmaker che accetta scommesse sul cricket deve prima sapere quanti giocatori ha una squadra. Sembra una boutade, e invece è la ragione per cui le quote sul cricket si leggono male da casa: chi non conosce il formato non riesce nemmeno a immaginare perché un mercato in-play esista o non esista.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Che cos’è una partita: Test, ODI e T20

Una squadra di cricket ha 11 giocatori, e i formati internazionali sono tre: Test match, One Day International (ODI) e Twenty20 (T20).

Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra; sono previsti almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Cinque giorni significano anche, per il mercato live, cinque giorni di partita: non è un formato pensato per chi guarda le quote su un telefono tra due commissioni, e non è un caso che gli operatori spingano i formati corti.

In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi; se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha esaurito gli over, l’incontro è un pareggio (tie). Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppi pochi over, di solito 20, l’incontro è dichiarato senza risultato. Una regola come questa ha un effetto preciso su una multipla: un incontro dichiarato «senza risultato» non è una sconfitta, e a seconda delle condizioni dell’operatore può far cadere l’intera giocata o solo quella selezione. È il classico dettaglio che nessuno legge prima e tutti cercano dopo.

Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di 20 over, 120 lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over e un incontro in parità si decide con un super over. Il T20 è l’unico formato che sta in una serata italiana, ed è il motivo per cui è anche l’unico su cui un operatore ha un vero incentivo a costruire un’offerta live.

A governare il tutto è l’International Cricket Council (ICC): dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. È l’ICC a decidere quali partite esistono, quali contano per una classifica e, di conseguenza, quali un bookmaker abbia interesse a quotare.

Il calendario: tornei che il palinsesto può ospitare

Il risultato recente più visibile è l’ICC Men’s T20 World Cup 2026, vinto dall’India, che si è giocato dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzato congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre; in finale l’India ha battuto la Nuova Zelanda di 96 run. Un torneo di 20 squadre in un mese produce decine di incontri e un volume di mercati che un bookmaker generalista non copre per caso: è la finestra in cui anche un’app italiana ha interesse ad aprire il cricket nel palinsesto.

Al di fuori di quella finestra il cricket torna a essere una disciplina di nicchia, e qui si vede la differenza tra il calendario reale e quello che ci si aspetta da un bookmaker. Se il palinsesto non approva un evento, quel mercato non esiste su nessun sito italiano, per nessun operatore, in nessun formato. Nessun «migliori siti scommesse cricket» può aggirare la regola: al massimo può dire quali operatori, nel momento in cui guardate, hanno eventi approvati e attivi.

Formati e mercati: come cambia la scommessa da un formato all’altro

Per orientarsi conviene tenere insieme formato e tipologia di giocata, perché sono due cose diverse che il nome del torneo non dice.

Nei formati corti i mercati si concentrano sull’esito e sui run: chi vince, quanti run, come si arriva alla fine. Nei Test match il tempo diventa esso stesso un oggetto della giocata, con il pareggio che resta un esito pienamente legittimo e non un caso limite. Negli ODI condizionati dalla pioggia l’incertezza si sposta sul metodo che stabilisce il bersaglio, e un mercato che non tenga conto della regola è un mercato che il giocatore non sa leggere.

Il lettore attento noterà che a questo punto la domanda non è più «quale bookmaker ha il cricket», ma «quale bookmaker ha il cricket nel suo palinsesto, con quale formato, e con quale quota». Sono tre domande, e la risposta cambia da un’offerta all’altra — è il tema del confronto che segue.

Come scegliere tra dieci operatori: concessione, prodotto e requisiti di puntata

La scelta tra dieci brand con concessione non si fa sul logo. Si fa su tre domande che ammettono risposte molto diverse: che numero di concessione e che società c’è dietro, che cosa il prodotto copre davvero, e che prezzo — in termini di requisiti di puntata e di quota minima — l’offerta di benvenuto chiede per essere liberata.

I criteri di valutazione: che cosa conta leggere nelle condizioni

Il primo criterio è documentale e non negoziabile: numero di concessione e società titolare, come li dichiara l’operatore nelle proprie condizioni. La tavola che segue raccoglie proprio quei due elementi, messi accanto a ciò che le condizioni o le schede degli operatori dichiarano sul tema del cricket e, più in generale, sul prodotto sportivo. È il minimo sindacale per distinguere un concessionario da un marchio che si presenta come tale.

Brand Numero di concessione ADM e società concessionaria Che cosa dichiarano le condizioni dell’operatore sul tema della pagina
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali e partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, oltre al live score
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. L’apertura del conto passa dalle procedure di identificazione con SPID e CIE; il bonus di benvenuto sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Il palinsesto va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica (elezioni)
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

Nessuna riga di questa tavola è una conferma che l’operatore accetti scommesse sul cricket. Il palinsesto si costruisce evento per evento e l’elenco di ADM non ha una colonna dei giochi: la stessa concessione che autorizza le scommesse sportive autorizza anche, in combinazione variabile, poker, giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Il cricket va cercato in app, non dedotto dal numero.

Il secondo criterio è la struttura dello sport offerto. Alcuni operatori dichiarano più di 20 tipologie di sport, altri si concentrano sul calcio e su pochi grandi eventi internazionali. Il terzo criterio — quello che costa — è la quota minima ammessa su una singola e i requisiti di puntata che accompagnano un’offerta di benvenuto: sono i due numeri che decidono se un bonus si libera o si brucia, e su un evento di nicchia con quote alte il conto cambia molto più che su una partita di Serie A.

Uno sguardo al margine: che cosa resta al bookmaker su un mercato a due esiti

Prima di leggere le quote di dieci operatori conviene capire che cosa c’è dentro una quota. Su un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 e 1,90 — un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore —, applicando la formula valida per tutti i mercati di un bookmaker, la percentuale di ritorno è data da 1 diviso la somma dei reciproci delle quote: 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 0,95, cioè un ritorno del 95 %. Il margine è il complemento, cioè circa il 5 %. È un esempio, non la misura di un operatore reale: su una quota 1,90 si arriva a un margine intorno al 5, su una quota 1,85 il margine si avvicina al 8, e in generale si muove tra il 5 % e l’8 % a seconda di quanto la quota è generosa. La differenza sembra poca cosa su una singola da 10 €, ma su cento giocate da 10 € il margine diventa una cifra che si sente, e su una multipla il margine si moltiplica invece di sommarsi.

Il margine non è una truffa: è il prezzo del servizio, ed è giusto sapere quale si paga. Il bookmaker compra a 1,90 e rivende a 1,90, esattamente come un cambiavalute compra e vende valuta con uno scarto. Il punto, per chi punta su un mercato di nicchia come il cricket, è che lo scarto tende ad allargarsi quando il bookmaker ha meno informazione e meno volume: su un grande mercato di calcio il margine incorporato in una quota è una cosa, su un evento cricket lo stesso operatore ha meno ragioni per stringere il prezzo.

Il margine non è quindi una misura del cricket, è una misura della politica di prezzo dell’operatore. Sui brand di questo confronto il capitale informativo di cui disponiamo ci porta a considerarlo come un dato di contesto, non un criterio di scelta tra loro.

NetWin: il catalogo virtuale come prodotto di punta

L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La concessione è la ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su Netwin.

Il dettaglio che conta non è la lunghezza dell’elenco, ma la frequenza: «partenze ogni 2 minuti» significa un prodotto costruito per chi vuole un evento ogni volta che apre l’app, non per chi aspetta il torneo. È la stessa logica del «Virtuali» previsto per legge, e va letta per quello che è: un’offerta che vive di simulazione e non di calendario. Il cricket, quando il torneo reale tace, su un catalogo così può essere presente in forma simulata.

Il verdetto. Chi vuole un prodotto che riempia i tempi morti trova qui il catalogo più aggressivo del gruppo sul fronte virtuale; chi cerca un mercato reale di cricket con profondità di quote guarderà altrove.

Lottomatica: il live con lo streaming accanto

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è la ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica — e la stessa società è dietro Goldbet e, secondo l’elenco, anche dietro altri siti.

Lo streaming gratuito accanto al live è il vero contenuto del prodotto: le partite di cricket si giocano a orari che in Italia cadono di notte, e la possibilità di vedere la partita nello stesso posto in cui si punta cambia la qualità dell’esperienza più di qualunque quota promozionale. Il calendario, però, resta quello approvato nel palinsesto: lo streaming non crea eventi.

Il verdetto. È la scelta di chi vuole guardare e puntare nella stessa schermata, e sopporta di trovarci dentro solo gli eventi che il palinsesto ha autorizzato.

bet365: il marchio internazionale e la sua Carta

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su Bet365.

Un partner ufficiale di una competizione UEFA è un dato sulla credibilità commerciale del marchio, non una garanzia sul cricket: l’elenco dichiarato degli sport in app non nomina il cricket, e la scorciatoia «il bookmaker internazionale avrà tutto» non regge davanti al palinsesto approvato, che ADM aggiunge evento per evento. Gli strumenti di gioco responsabile dell’operatore — pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività, autoesclusione — sono descritti nella sezione sulla prevenzione, con il numero verde nazionale indicato per i residenti in Italia. È anche l’operatore indicato come primo partner della Setka Cup autorizzata da ADM a settembre 2026.

Il verdetto. La macchina è grande e la reputazione internazionale è reale, ma su questo specifico sport la dimensione non compra il mercato: la partita la fa il palinsesto.

Goldbet: la schedina sotto lo stesso tetto di Lottomatica

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La concessione è la ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Goldbet.

Il vantaggio è la gamma di tipologie di giocata: singola, multipla, sistema sono tre modi di costruire una giocata con tre profili di rischio diversi, e un sistema su un evento di cricket ha un senso completamente diverso da una multipla. La concessione, però, è la stessa società che sta dietro Lottomatica: due numeri di concessione diversi, un solo gruppo. Chi pensa di diversificare il rischio scegliendo due brand diversi sta in realtà contando lo stesso portafoglio.

Il verdetto. Vale per chi ragiona per sistemi e non per singole; per chi cambia operatore per diversificare, invece, è la scoperta scomoda di questa tavola.

Planetwin365: la copertura larga sulle competizioni

L’app Planetwin365 copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la ADM n. 16007, Pwo S.p.a., su Planetwin365.

Più di 20 tipologie di sport è la dichiarazione più ampia del gruppo: se il cricket entra nel palinsesto approvato, un catalogo di questa larghezza ha più probabilità di mostrarlo in più formati. La copertura delle coppe e dei campionati minori suggerisce una linea editoriale che non disdegna il secondo livello, che è esattamente il livello in cui vive il cricket fuori dai grandi tornei.

Il verdetto. È la scommessa ragionevole per chi cerca ampiezza di discipline, purché accetti che l’ampiezza dichiarata non è una promessa sul singolo sport.

Betfair: mercati combo e l’exchange sullo sfondo

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair, ed è indicata come la prima con questa concessione sull’exchange.

Qui c’è una specificità che nessun altro brand del gruppo ha: il betting exchange è un gioco separato e ammesso per legge, in cui il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione dell’operatore è indicata come contenere regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite dell’exchange, perché il prelievo cade sul concessionario. Non è noto quali brand gestiscano oggi un exchange né le sue regole di commissione.

Il verdetto. Chi vuole capire la differenza tra scommettere contro il bookmaker e scommettere contro un altro giocatore trova qui l’unica porta del gruppo; chi cerca semplicemente una quota sul cricket non ha motivo di pagare la complessità di un exchange.

StarCasinò: il casinò prima, lo sport accanto

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la ADM n. 16026, Azzurri Limited, su StarCasinò.

Il nome dice la gerarchia: lo sport è una sezione di un prodotto costruito intorno al casinò. La concessione è quella di un concessionario con accesso alle scommesse sportive, ma il cliente tipo dell’operatore non è probabilmente un appassionato di cricket che cerca profondità di mercato. La stessa società Azzurri Limited compare nell’elenco anche dietro altri siti.

Il verdetto. Il prodotto sportivo è presente e regolare, e come tale va considerato; chi arriva al cricket passando dal casinò, però, si porterà dietro una piattaforma pensata per un altro tipo di sessione.

BetFlag: l’identificazione più stretta, l’offerta più grande

BetFlag rimanda, per l’apertura del conto, alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e vieta il gioco ai minori di 18 anni. La concessione è la ADM n. 16008, Betflag S.p.a., su BetFlag. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Cinque milioni di euro di plafond sono l’offerta nominalmente più alta di questo confronto, e vanno letti come li leggerebbe un commercialista: un bonus del 100 % del primo deposito che vive dentro un conto di gioco, non denaro sul conto corrente, e che richiede una prima ricarica. Le condizioni della promozione, i requisiti di puntata e la quota minima non sono pubblicati nella scheda consultata. La presenza congiunta di SPID e CIE accanto alla registrazione classica è invece un vantaggio concreto: sono i due metodi che rendono immediata la validazione del conto senza i trenta giorni di attesa previsti per chi non li usa.

Il verdetto. È l’operatore con il cancello d’ingresso più solido e il bonus più vistoso, e i due elementi non sono casuali: chi si identifica in modo forte è un cliente che l’operatore vuole trattenere.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è la ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet — e la stessa società gestisce, secondo l’elenco, anche Bwin e Gioco Digitale.

Il baseball e il rugby nella lista dicono qualcosa di utile sul cricket: sono discipline dove la palla non è rotonda e dove il pubblico è lo stesso che guarda un ODI a notte fonda. Un operatore che quota baseball, scacchi ed elezioni politiche ha una cultura del palinsesto «lungo», meno concentrata sui soli grandi campionati, ed è il profilo che più si avvicina a un prodotto in cui il cricket possa stare.

Il verdetto. Il palinsesto più eccentrico del gruppo è l’indizio più promettente per lo sport di nicchia; resta un indizio, perché a decidere resta l’elenco degli eventi approvati.

William Hill: la freebet che chiede una multipla

L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La concessione è la ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill.

Questo è il caso in cui i requisiti fanno l’offerta. Cinque eventi e quota totale minima 10.0 significano che chi punta sul cricket deve costruire una multipla che mescoli cricket e altro: cinque eventi di cricket con quota complessiva 10.0 esistono, ma non ogni sera. La puntata minima di 20 €, poi, fissa la giocata a un livello che non è quello di chi prova il sito con 2 €. Il tetto di 100 € è raggiunto solo dopo venti settimane di giocate valide.

Il verdetto. La freebet premia un tipo di giocatore molto preciso — chi gioca multiple da 20 € ogni settimana per un’intera stagione — e chi punta singole sul cricket non la vedrà mai accreditata; cinque eventi sono un vincolo, non una formalità.

Domande frequenti sulle scommesse sul cricket

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su quelli approvati nel palinsesto: il programma di eventi e tipologie di giocata è predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Che cosa contenga il palinsesto di un singolo operatore non è pubblico, quindi la verifica si fa sul sito dell’operatore, non su una classifica.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il sito .it nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblicato da ADM (ex AAMS) e aggiornato periodicamente. Poi si controlla nelle condizioni generali dell’operatore, che dichiarano numero di concessione e società titolare. Un posto in un elenco redazionale non è una concessione.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno si ottiene moltiplicando la puntata per la quota, e il guadagno netto sottraendo la puntata. Con 10 € puntati a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno netto 9 €; in una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un’unica quota.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Il ritorno di un mercato è 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote del mercato, e il margine è la parte restante. Su un esempio illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 il ritorno è circa il 95 % e il margine circa il 5 %, ma non è una misura di un operatore reale: il dato varia con la quota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario: il giocatore riceve il netto. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione prudente resta consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e il concessionario ne fissa altri in base all’età e al comportamento secondo protocolli approvati da ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. La cifra del limite che ADM stabilisce nella gara non è nota.

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