AAMS e scommesse in Italia: la concessione è il lasciapassare
Un bookmaker legale in Italia non si riconosce dal colore del sito, dal nome altisonante o dal logo di una lega calcistica. Si riconosce da un numero. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Sessantacinque caratteri che valgono più di qualunque recensione.

Il punto è che quel numero non dice tutto. La lista non ha una colonna per i giochi: un nome presente può avere diritto a poker, casinò e bingo e nessuna scommessa sportiva. E il contrario vale altrettanto: un concessionario può tenere insieme scommesse a quota fissa, poker, giochi di abilità, exchange e bingo nelle combinazioni che gli competono.
Questa è la prima cosa da capire, e spiega perché la domanda «è AAMS?» da sola non basta mai. Servono due verifiche, non una.
31 Ottobre 2026 — Dati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sui termini e le condizioni dei singoli operatori.
Che cos’è davvero la concessione ADM, e perché cambia tutto
L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che una volta si chiamava AAMS e che il mercato continua a chiamare così — non «autorizza» nessuno. Aggiudica concessioni con gara pubblica. È una differenza che sembra burocrazia e invece è sostanza: chi entra non compra un permesso da uno sportello, vince un bando e si impegna a rispettarne le condizioni per tutta la durata.

Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto questa cornice. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, quelli simulati compresi, e su corse dei cavalli; concorsi pronostici sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; bingo. Sei lettere, un perimetro preciso.
Chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico (art. 6, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
La concessione è per sito, non per azienda
Qui sta la trappola più frequente per chi legge l’elenco senza saperlo leggere. Ogni riga della lista corrisponde a un sito, e un’azienda può comparire più volte. Eurobet Italia S.r.l. ne gestisce tre: Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chiedersi se «un marchio» sia legale è quindi una domanda mal posta — la domanda giusta riguarda l’indirizzo su cui si sta per depositare.

AdmiralBet lo scrive in chiaro nei propri termini: dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. È esattamente il tipo di riga che un lettore dovrebbe andare a cercare prima di versare un euro, e sta nella pagina che quasi nessuno apre.
Cosa non dice la lista dei concessionari
Non dice quali giochi. Non dice con quali condizioni. Non dice se l’operatore accetta scommesse su una data disciplina, quale palinsesto abbia approvato, che limiti di puntata applichi. L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato — che l’ADM arricchisce evento per evento. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Farsi un’idea di quanto un bookmaker con concessione offra davvero significa guardare il suo sito e la sua app, non la lista. La lista risponde a una domanda sola, ma a quella risponde in modo definitivo.
Chi non c’è
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un dettaglio da nota a piè di pagina, perché sono quattro nomi che un lettore italiano incontra spesso in rete, in inglese, senza che nessuno gli spieghi in che rapporto stiano con il mercato regolato. Il rapporto, per quanto riguarda la concessione italiana, è che non c’è.
Cosa resta fuori da un conto di gioco autorizzato
Prima di arrivare alle piattaforme, conviene capire cosa si compra con la legalità. Perché la concessione non è un bollino morale: è l’unico titolo che attiva una serie di tutele che, altrove, semplicemente non esistono.
L’autoesclusione e il registro RUA
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia oltre alle sale fisiche. Chi vi è registrato non può depositare, giocare o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma può prelevare il saldo prelevabile. La revoca passa solo dal registro.
Le forme sono tre: trasversale, con blocco su tutti i concessionari e chiusura alla possibilità di aprire nuovi conti; su un singolo concessionario; su una singola categoria di gioco, per esempio proprio le scommesse a quota fissa. Un dettaglio che sfugge a molti: fino al 31 gennaio 2026 AdmiralBet prevedeva nei propri termini 30, 60 o 90 giorni oppure durata indeterminata, mentre dal 1° febbraio 2026 la finestra va da 7 a 270 giorni, o resta indeterminata con revoca possibile dopo almeno nove mesi. L’autoesclusione a tempo determinato non si revoca prima della scadenza.
Sul sito senza concessione, il RUA non esiste. Un giocatore autoescluso che si registra su un dominio estero non è protetto da niente e da nessuno.
I limiti di deposito che sceglie il giocatore
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
C’è un automatismo che vale la pena conoscere, perché lavora a favore di chi ha fretta e contro chi vuole tornare sui propri passi: abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni. AdmiralBet chiede già in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Quei sette giorni di attesa sono il vero strumento di protezione: una serata storta non si finanzia con due clic.
Un tetto statale in euro sulle puntate sportive non è noto. Gli strumenti che mordono sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Chi cerca un numero fisso di legge da citare non lo troverà, e fatica a crederci: eppure è così.
Il numero verde e i canali di aiuto
La richiesta di autoesclusione si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha già un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, ed è il riferimento che gli operatori italiani riportano ai residenti in Italia — bet365 lo indica esplicitamente fra i propri strumenti di gioco responsabile, accanto a pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Nessuna barzelletta, qui. Questi canali restano piatti ed esatti, perché è il punto in cui la pagina può fare la differenza fra una serata persa e una cosa più seria.
La pubblicità che non si vede
Il Decreto Dignità — articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018 — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, affissioni e internet. L’ADM lo ha ribadito il 28 febbraio 2024. L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Una conseguenza pratica: se un bookmaker senza concessione vi raggiunge con una sponsorizzazione in uno stadio o un banner su un sito di notizie, quella comunicazione è già di per sé irregolare. Il divieto non riguarda l’esistenza del bonus, che resta legittimo, ma il modo in cui viene reclamizzato. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). In parlamento è stata proposta, senza esito accertato, una modifica per escludere dal divieto la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
Dieci piattaforme con concessione, confrontate
Le dieci che seguono sono tutte concessionarie sull’elenco ADM, tutte su dominio .it, tutte con un codice. Non è una classifica di merito e non è un invito: è la lettura di quello che le rispettive condizioni e le rispettive app dichiarano. L’elenco non esaurisce il mercato, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.
Le colonne del prospetto sono tre, e la terza è quella che conta davvero: il numero di concessione dice che l’operatore ha titolo, la sostanza della riga successiva dice cosa quel titolo gli serve a fare.
| Marchio | Concessione ADM e concessionaria | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Accesso al conto gioco anche con Touch ID e scommesse piazzabili da mobile nell’app Matchpoint |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco già in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile; apertura del conto con documento in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2 |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus Sport-50 pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
Due cose saltano all’occhio leggendo la colonna centrale. La prima è che la concessionaria quasi mai porta il nome del marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò alla stessa Azzurri Limited. Due piattaforme che il lettore percepisce come concorrenti sono, sul piano societario, la stessa controllata con due concessioni distinte. Non è né un problema né un vantaggio per chi gioca — è la ragione per cui la verifica va fatta sul sito, non sul gruppo.
La seconda è che il numero di concessione è una garanzia di titolo, non di prodotto. Sisal, SNAI, Betsson e Lottomatica dichiarano palinsesti profondi; StarCasinò si presenta con un’anima da casinò e un book laterale, e non c’è nulla di illegale in questo, ma chi cerca solo scommesse sportive lo scopre dopo. La lista non glielo avrebbe detto.
Le dieci piattaforme, una per una
Sisal: scommesse dal telefono, con il riconoscimento che non si sente
La concessione n. 16020 è di Sisal Italia S.p.a., e l’app Matchpoint per le scommesse sportive fa una cosa che sembra piccola e non lo è: permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Chi scommette dal divano sa che il collo di bottiglia non è mai stata la quota — è l’autenticazione al quarantesimo minuto di una partita che sta cambiando.
Il vantaggio di Sisal sta lì, in un accesso che non interrompe il flusso. Fuori da lì, la piattaforma si appoggia alla solidità di un gruppo storico del gioco italiano e a un’app che fa il suo mestiere senza pretese di originalità. Chi cerca mercati esotici o un exchange troverà altrove; chi vuole piazzare una multipla in fretta senza ricompilare credenziali ha trovato la sua.
SNAI: il palinsesto più descritto dettaglio per dettaglio
Con la concessione n. 16032 a Snaitech Spa, SNAI costruisce la propria app attorno a un catalogo dichiarato con precisione quasi maniacale: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out merita una riga propria, perché è il tipo di funzione che si capisce solo quando serve: chiudere in anticipo significa accettare la quota che il bookmaker propone in quel momento, che non è mai quella di partenza e incorpora il margine dell’operatore. È una comodità, non un regalo. Detto questo, la profondità dei mercati secondari — tiri, cartellini, rigori — è la ragione per cui un giocatore che non si accontenta dell’1X2 guarda SNAI prima di altre.
AdmiralBet: il limite che ti metti prima di iniziare
La concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l. arriva con la pagina dei termini più esplicita del gruppo su un punto che gli altri liquidano in una riga. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il conto si apre con la registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente.
Sul gioco responsabile la piattaforma è altrettanto dettagliata: fino al 31 gennaio 2026 le condizioni prevedevano autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo almeno nove mesi.
Il verdetto è che questa è la piattaforma per chi vuole che i paletti arrivino prima della prima scommessa invece che dopo la prima serata difficile. Chi trova irritante dover fissare un limite di spesa mentre compila un modulo — e c’è chi lo trova irritante — preferirà un’iscrizione più snella. La frizione, qui, è il prodotto.
StarCasinò: un casinò con un book dentro
La concessione n. 16026 appartiene ad Azzurri Limited, la stessa società dietro Betsson. L’app dichiara scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò.
È onesto dire che il perno della piattaforma è il casinò e che lo sport sta di fianco. Chi arriva da una ricerca sulle scommesse e si trova davanti una home dominata dalle slot non ha sbagliato indirizzo, ma ha sbagliato aspettativa — e la riga della lista ADM non lo avrebbe avvertito, perché non distingue i giochi. Per un giocatore che alterna una multipla e una sessione alle slot, la compresenza è un vantaggio reale. Per chi vuole solo calcio e un palinsesto profondo, ci sono caselle migliori due righe più sotto.
Betsson: pre-match e live sullo stesso scaffale
Concessione n. 16027, Azzurri Limited. L’app Sportsbook & Casinò dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo: una gamma standard, dichiarata con onestà, senza il fronzolo di un mercato esclusivo che poi si rivela introvabile.
Il punto interessante è la convivenza di pre-match e live dentro la stessa app, che è ciò che distingue un book usabile da uno che costringe a due abitudini diverse. Sul fronte dei limiti e dell’autoesclusione, i termini di Betsson non entrano nel dettaglio di AdmiralBet, e chi ha bisogno di fissare paletti numericamente precisi prima di iniziare troverà lì una granularità che qui non è dichiarata. Sul resto — varietà di eventi e mercati — la piattaforma si colloca nella fascia piena del gruppo.
Lottomatica: streaming e quote che si aggiornano sotto gli occhi
La concessione n. 16010 fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è la funzione che cambia l’esperienza più di quanto non sembri: seguire l’evento dentro la stessa schermata in cui si piazza la giocata riduce la distanza fra il momento in cui si capisce una cosa e il momento in cui la si gioca. È anche il modo più efficace per farsi male, e vale la pena dirlo: la velocità del live è la stessa che rende difficile fermarsi. Chi conosce i propri limiti trova qui la piattaforma più completa sul calcio italiano; chi non li conosce, torni alla sezione sui limiti di deposito, che non è un consiglio da manuale ma la differenza fra due serate molto diverse.
Betfair: l’exchange, che è un’altra cosa
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Sembra l’elenco di un book come gli altri, e invece sotto c’è un modello diverso.
L’exchange è previsto come gioco a sé dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024, e l’articolo 2, lettera u) lo definisce per quello che è: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Cambia tutto, perché il margine dell’operatore non è più incorporato nella quota allo stesso modo: la controparte è un altro giocatore. La documentazione di Betfair è descritta come riportante regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Non è un book per chi cerca la classica multipla della domenica: è la scelta di chi vuole costruirsi il prezzo da sé, e accetta in cambio una curva di apprendimento vera.
NetWin: un bonus chiaro, con le sue condizioni
Concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e, come si legge nella pagina dell’offerta, l’inserimento di un codice promozionale al primo versamento.
Il bonus è reale e non mascherato: non è un free bet il cui importo non torna con la vincita, non è un rimborso travestito. Ma i 20 € di deposito minimo e la verifica del conto prima dell’accredito sono due filtri che eliminano una fetta di curiosi, e fanno bene: un bonus che si incassa senza aver completato la verifica è un bonus che genera contestazioni. I termini dell’operatore non dettagliano gli strumenti di autolimite con la granularità di AdmiralBet. Chi cerca un ingresso a bassa soglia, con un’offerta che dice quello che è, qui lo trova.
bet365: il marchio che compra la visibilità
Concessione n. 16030 a Hillside (New Media Malta) Plc. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La partnership con la Champions League è la notizia più visibile e la meno utile. Non dice nulla sulla quota che troverete su un anticipo di Serie B, né sul margine applicato. Quello che dice è che bet365 ha le spalle per stare dove costa stare, e nell’ippica e nelle freccette — due nicchie dove molti book si limitano al minimo sindacale — la copertura dichiarata è più larga della media.
Sul gioco responsabile, l’app indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. È il pacchetto completo degli strumenti che la norma richiede, esposto con chiarezza. Il marchio è forte; il lettore attento guardi le quote, non lo stemma.
Eurobet: la scommessa che non ti aspetti
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il palinsesto dell’app Eurobet Sport va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Questa è la piattaforma che sorprende chi ha in testa l’idea che una scommessa sportiva sia solo una partita di pallone. Le elezioni e i talent televisivi non sono un ripiego per la bassa stagione: sono mercati con un margine proprio, spesso più largo di quello dell’1X2, e vanno trattati come tali — la quota è meno efficiente e la sorpresa è più cara. Per il giocatore che vuole copertura su sport minori come volley e ciclismo, o che trova interessante il mercato non sportivo, Eurobet è una risposta concreta. Le piattaforme generaliste non arrivano qui.
Quanto costa davvero la legalità, in numeri
Fin qui le tutele. Ora il conto, perché un lettore che mette 100 € a settimana su una piattaforma autorizzata paga per queste tutele un prezzo preciso, e nessuno glielo mostra.
Immaginiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. Non è la quota di un evento reale e non è la quota di nessuno dei bookmaker appena passati in rassegna: è un esempio, e serve a isolare il meccanismo. Con due esiti a 1,90 la quota di payout del mercato è pari a 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90. Il risultato è 0,95, cioè il 95 %: il margine del bookmaker è il 5 %.
Ora il caso concreto. Un giocatore che si è dato un limite di deposito di 100 € a settimana, e li punta una volta sola su un mercato di questo tipo, muove un volume di 100 € a settimana. Il costo atteso di quell’attività è il 5 % di quel volume, quindi circa 5 € a settimana. Su un anno di attività continua, il conto arriva nell’ordine dei 260 € — quasi due mesi e mezzo di depositi — e la banda cresce se il margine del mercato è più largo, come accade nei mercati secondari, nelle combo e nelle scommesse su eventi di nicchia, mentre si stringe su mercati ad alta liquidità dove la concorrenza fra operatori comprime il margine. Con questo margine del 5 % e 100 € di volume settimanale, la perdita attesa resta intorno ai 5 € a settimana: un dato che vale come stima statistica su molte giocate, non come previsione su una singola settimana, che può chiudersi in utile o in perdita molto più grande.
Il punto non è che la legalità costi troppo. Il punto è che il prezzo esiste anche altrove, e su un book senza concessione non paga nessuna tutela in cambio: non paga il RUA, non paga la vigilanza ADM, non paga un limite di deposito che morde. Paga solo il margine, e in più si assume il rischio. Un bookmaker con concessione trattiene qualcosa per il servizio che eroga; un sito estero trattiene qualcosa e non eroga il servizio. Questa asimmetria è il cuore della scelta.
E c’è un secondo prezzo, che nessuna tabella mostra. Chi scommette sull’exchange non paga il margine incorporato nella quota allo stesso modo, perché la controparte è un altro giocatore. Chi scommette su elezioni e reality paga un margine più largo. Chi usa una combo pay — mercati combinati con quote maggiorate — paga il margine nella maggiorazione stessa. Non esiste un mercato senza margine: esiste la scelta di quale margine accettare, e su cosa.
Scegliere fra tre strade, non fra dieci prodotti
Le dieci piattaforme non sono dieci cose diverse. Sono tre percorsi con nomi diversi, e il lettore perde tempo a confrontare listini quando dovrebbe decidere che tipo di giocatore è.
Vuole sport e basta, con il palinsesto più largo possibile. SNAI per la profondità dei mercati secondari, Lottomatica per lo streaming sul calcio italiano, Eurobet per volley, ciclismo e i mercati non sportivi. Sono tre piattaforme che non si sovrappongono quasi per niente: il palinsesto di una copre quello che l’altra lascia scoperto.
Vuole che i paletti arrivino prima del primo deposito. AdmiralBet, che chiede i limiti di ricarica, spesa e tempo in registrazione e dettaglia l’autoesclusione nella propria pagina dei termini. Il costo è una compilazione più lunga, e per alcuni è un prezzo alto. Per altri è esattamente ciò che cercavano.
Vuole costruirsi il prezzo da sé. Betfair, che è un exchange e non un book, con le regole aggiuntive per i conti italiani e un modello in cui la controparte è un altro giocatore. Chi cerca la multipla della domenica resti dove sta; chi vuole capire come si forma un prezzo, questo è il posto.
Le altre quattro — Sisal, StarCasinò, Betsson, bet365 — coprono la fascia centrale con dignità. Sisal vince sull’accesso mobile con Touch ID, bet365 sulla copertura di ippica e freccette e sulla visibilità, Betsson sulla compresenza di pre-match e live, StarCasinò per chi cerca il casinò con un book accanto. NetWin sta a parte: il suo biglietto da visita è un’offerta dichiarata in modo trasparente, con condizioni leggibili prima della registrazione.
Il consiglio operativo è uno solo, e vale più di qualunque classifica: aprite prima i termini dell’operatore, cercate la riga della concessione — AdmiralBet scrive il numero 16048, e gli altri fanno lo stesso in qualche punto della pagina — e poi tornate a guardare le quote. L’ordine conta, perché una quota ottima su un sito senza titolo non è una quota ottima, è un anticipo su un problema.
Il quadro legale: cosa dice la legge italiana
Il D.Lgs. 41/2024 non si limita a elencare i giochi. Fissa anche chi può offrirli, come si diventa concessionari e con quali garanzie. Alcune di queste clausole spiegano comportamenti degli operatori che altrimenti sembrano arbitrari.
I requisiti per partecipare alla gara includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e un impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): è la ragione per cui i termini che leggete oggi non cambiano domani, e per cui un operatore non può rimodulare unilateralmente le regole a metà strada. Non è una gentilezza, è una clausola.
Il principio della tutela dei minori di età è nominato all’art. 3, comma 1, lettera a), le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è un dettaglio retorico: è il motivo per cui l’apertura del conto passa da un’identificazione piena. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Sulla trasparenza c’è un obbligo che pochi conoscono: l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui il gioco legale in Italia parla di sé in un modo che il gioco illegale non fa mai.
Il palinsesto approvato, e cosa ci sta dentro
Una scommessa può essere accettata solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM, che la Agenzia arricchisce evento per evento. Il calcio, il tennis, il basket e l’ippica non sono «aggiunti» una volta per tutte: ogni nuovo tipo di evento passa da un’autorizzazione.
Gli eventi simulati — le «scommesse su eventi simulati» definite dall’art. 2, lettera v), cioè eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive, ed è la ragione per cui i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Non sono la stessa cosa delle scommesse su un evento reale che sta per svolgersi, e chi ha l’impressione che siano più comodi si sbagli: la gamma di esiti è determinata dal software dell’operatore, non dalla forma di una squadra.
L’ippica in Italia è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lettera a), e i giochi di ippica nazionale (lettera c; art. 2, lett. h, bet come vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté di tipo totalizzatore), che richiedono una concessione propria. Se un marchio accetti online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere, e la distinzione va tenuta presente prima di chiedere a un operatore un prodotto che potrebbe non avere titolo per offrire.
Se il palinsesto includa gli esports non è noto. Sull’ippica nazionale e sugli esports la risposta onesta è che si guarda il sito dell’operatore.
Scommesse live e il confine che non è scritto
Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, Lottomatica le accompagna con lo streaming, Betsson le dichiara su migliaia di eventi, SNAI le copre con le funzioni di chiusura anticipata. Le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi, invece, non sono note, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live ammessi.
Questo è un punto in cui la pagina deve resistere alla tentazione di riempire il vuoto. Un giocatore che trovi scritto «mercati live regolamentati dall’ADM» non ha imparato niente di verificabile. Quello che è verificabile è il palinsesto approvato, e sta nelle condizioni dell’operatore.
Scommesse sui minori e l’esito incerto
Esiste un provvedimento di un direttore ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006; il contenuto non è noto. Vale la pena dirlo perché è il tipo di rinvio normativo che un lettore attento può incontrare leggendo le condizioni di un operatore e non saprebbe dove collocare. La regola generale resta quella dell’art. 3, comma 1, lettera a): i minori fuori dal gioco, e l’età fissata a 18 anni dalla legge italiana.
Cosa si perde su un sito senza concessione
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il D.Lgs. 41/2024 organizza la risposta su tre fronti: la lista dei siti legali, la lista dei siti inibiti e le sanzioni per chi collabora.
L’articolo 22, comma 1 prevede che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Internet service provider e prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore.
È una partita a rincorrersi, e il lettore deve capirne la conseguenza pratica: la disponibilità di un sito .com oggi non è una prova di legittimità, né la sua scomparsa domani è una prova di illegalità. Sono due fenomeni che convivono.
Sul fronte della responsabilità personale, l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 è la regola che l’ADM ha richiamato il 28 febbraio 2024: prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Ma la norma c’è, è scritta dall’Agenzia, e non è il tipo di rischio che si liquida come teorico.
Un altro comma riguarda gli operatori: l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. È il motivo per cui un dominio estero che pubblicizza in italiano ha un problema che non dipende dal Paese in cui ha sede il server.
Il confronto onesto
Concessione ADM significa quattro cose concrete: l’iscrizione al RUA e quindi la protezione dell’autoesclusione su tutte le piattaforme autorizzate, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori per legge, e un foro legale italiano se qualcosa va storto. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste quattro cose, è esposto al blocco DNS e, per come la stessa ADM lo descrive, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.
I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze estere, che in Italia non valgono nulla. La zona offshore è non protetta: nessun marchio nominato, nessun dettaglio su metodi di deposito o bonus, perché non c’è nulla da confrontare con un conto di gioco regolato.
Le tasse: perché il conto torna
Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore paga l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre sulle scommesse virtuali si applica il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Per il giocatore il meccanismo è diverso, ed è la parte che conta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Non essendo una conferma su una pagina dell’amministrazione finanziaria, la conclusione pratica è che su casi concreti conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia su un sito senza concessione, e cambia in modo sgradevole. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In sintesi, andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
C’è un’ironia che vale la pena scrivere: il sito «senza tasse» è quello su cui le tasse le pagate voi, in dichiarazione, sull’intero importo incassato.
I pagamenti e i punti di ricarica
L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Sui binari di pagamento che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). Ogni operatore ha il proprio elenco nelle condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non è nota una norma che nomini binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Il lettore che vuole ricaricare in contanti trovi prima il punto vendita e poi verifichi il limite settimanale: i 100 € complessivi sono il tipo di tetto che si scopre al momento sbagliato.
Come verificare un bookmaker in tre minuti
Il metodo non richiede competenze e non richiede di fidarsi di nessuno.
Partite dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM. Cercate il marchio. Quando lo trovate, leggete il codice di concessione e il nome della società: quasi mai coincidono con il marchio. AdmiralBet dichiara la concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., e questa è la forma in cui la dichiarazione vi apparirà.
Controllate il dominio. La concessione è per sito: deve essere un .it, e la corrispondenza con la riga dell’elenco deve essere esatta. Un marchio noto veicolato su un .com non è coperto da quella concessione.
Aprite i termini del conto di gioco e cercate la riga della concessione. Se non c’è, la domanda non è se l’operatore sia legale in generale — quasi sempre lo è da qualche parte nel mondo — ma se lo sia in Italia.
Infine, guardate la pagina dei limiti e dell’autoesclusione. Se è scarna, non significa illegalità: significa che su quel fronte l’operatore non ha nulla da mostrare, e il lettore tragga le conseguenze.
Tre controlli, cinque minuti, e la differenza fra un conto di gioco e un conto aperto su un dominio che domani potrebbe non rispondere più.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, cercando il marchio e leggendo codice e società. La verifica si completa con i termini del conto di gioco, dove l’operatore dichiara il proprio numero di concessione, e con il dominio, che deve essere un .it corrispondente alla riga dell’elenco.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è concessa per singolo sito, non per azienda, e l’elenco dell’Agenzia associa a ogni riga un solo indirizzo .it. Un’azienda può gestire più siti con concessioni distinte — Eurobet Italia S.r.l. ne amministra tre — ma ogni dominio autorizzato è un’unità a sé, verificabile separatamente dagli altri.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, copre ogni piattaforma online autorizzata e le sale fisiche. Chi vi è iscritto non può depositare, giocare o aprire conti presso alcun concessionario ADM, ma può prelevare il saldo. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di offrire autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati in un periodo definito. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile; ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna iscrizione al RUA, nessuna vigilanza dell’ADM, nessun obbligo di strumenti di limite, nessun foro italiano. Il dominio è esposto al blocco DNS e i mirror ricompaiono nel giro di ore. L’articolo 4 della legge 401/1989, come richiamato dall’ADM, sanziona il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. Sui siti senza concessione l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare per l’intero importo ricevuto. Non è consulenza fiscale.
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