Cartellini scommesse 2026, guida a chi li accetta davvero

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS) e le condizioni lette nelle carte d’identità dei singoli operatori.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

C’è un equivoco che sta al centro di questa storia, e conviene scioglierlo subito. Chi cerca «cartellini scommesse» immagina un mercato unico, un pulsante con scritto *cartellini*, e magari anche un regolamento unico a cui appoggiarsi quando il difensore si fa cacciare al novantesimo. Non esiste né l’una né l’altro. Esistono decine di declinazioni diverse — cartellini gialli, cartellini gialli e rossi, punti cartellino, ammonizioni di una squadra sola — e ciascun concessionario le impagina come vuole, dentro il proprio palinsesto approvato dall’ADM. Il risultato è che due scommesse formalmente identiche, su una stessa partita, possono pagare in modo diverso a seconda di dove le hai giocate e di come si chiama il mercato che hai selezionato.

Da lì nasce la scelta che questa pagina vuole rendere visibile. Il lettore italiano che vuole giocare sui cartellini non ha davanti a sé una strada sola: ne ha davanti almeno tre, e sono strade diverse per costo, per tutele e per chi ci si trova bene sopra. La prima è la strada regolata — un concessionario con concessione ADM, un conto di gioco identificato, il RUA dietro le spalle. La seconda è la strada offshore, quella dei siti che compaiono in ricerca con licenze straniere e che in Italia non valgono nulla. La terza è la strada del buon senso: giocare il mercato che si capisce, con una quota minima che si è letto, e con un limite di deposito impostato prima di premere il pulsante. Le prime due strade non sono equivalenti e non lo diventeranno. La terza è l’unica che consiglio senza riserve.

Un’ultima cosa prima di entrare nel merito. Un mercato sui cartellini non è un mercato come gli altri, perché il suo esito non lo decidono i giocatori. Lo decide un arbitro con un fischietto e un blocco di cartoncini. Questa è la ragione per cui vale la pena leggere il regolamento prima della quota: nel conteggio dei punti ci sono espulsioni che valgono doppio, espulsioni che non valgono niente, panchine che non contano e giocatori già sostituiti che invece contano. Sono dettagli, e sono esattamente dove si perdono le schedine.

La concessione ADM è per sito, non per marchio

Il quadro legale italiano ha una caratteristica che sfugge a quasi tutti quelli che arrivano da una ricerca generica: la concessione non è un bollino dato a un’azienda, è un titolo dato a un sito. L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — tiene l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», e ogni riga dell’elenco è legata a un solo indirizzo .it. Letto il 25 ottobre 2026, l’elenco conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tre siti, una società, tre titoli distinti. Chi controlla una concessione guardando la partita IVA sta guardando la cosa sbagliata.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Il secondo malinteso riguarda ciò che la concessione autorizza. La legge di riordino — il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 — elenca all’art. 6, comma 1 i giochi che si possono offrire a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli alla lettera a); totalizzatori sportivi e ippici alla lettera b); i giochi di ippica nazionale alla lettera c); giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa alla lettera d); le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange, alla lettera e); il bingo alla lettera f). Un concessionario può chiedere uno solo di questi giochi o tutti, in qualunque combinazione. E qui sta il punto che vale per ogni pagina di confronto, compresa questa: l’elenco ADM non ha una colonna che dica quali giochi quel sito offre. Il nome sull’elenco non dimostra che quel marchio accetti scommesse sportive. A dimostrarlo è il sito dell’operatore e la sua app, con il palinsesto che pubblica.

Chi vuole verificare di persona non ha bisogno di intermediari. L’elenco è pubblico, sul sito ADM come sul sito della Guardia di Finanza, ed è la fonte primaria. Gli operatori stessi dichiarano numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni: è il secondo posto dove guardare, e non costa nulla. La regola che mi sento di dare è semplice e un po’ severa: un marchio che non riesci a collegare a una riga dell’elenco, non è un marchio su cui impostare un limite di deposito. Non è una questione di simpatia, è una questione di sapere davanti a chi rispondi se qualcosa va storto.

Le concessioni del bando di settembre 2025 sono state 52, assegnate a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna, e valgono al massimo nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024). Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Dentro quella finestra di nove anni il concessionario tiene condizioni di concessione e regime fiscale fissi (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): una stabilità che è nell’interesse del giocatore, perché significa che le regole del gioco non cambiano a metà partita per decisione unilaterale.

Concessione, palinsesto e ciò che si può davvero giocare

Una concessione non basta a mettere in vetrina qualunque evento. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Su un evento fuori da quel programma non si può prendere una giocata. È un vincolo meno astratto di quanto sembri, perché l’ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Traduzione pratica per chi cerca cartellini: se un torneo minore non è ancora passato dal vaglio, non troverai quel mercato da nessuna parte, per quanto il bookmaker sia attento al cliente.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Attorno alle scommesse sportive a quota fissa — il prodotto centrale — la legge costruisce anche il totalizzatore, cioè la scommessa a monte comune. Se qualche marchio online proponga oggi totalizzatori sportivi è cosa che non risulta. Lo stesso vale per l’ippica nazionale: l’art. 6, comma 1, lett. c) la tiene distinta dalle scommesse sulle corse di cavalli della lettera a), e richiede una concessione propria, con i giochi di vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté. Su questo fronte la risposta onesta è che non si sa, e chi dice di saperlo sta inventando.

Il betting exchange merita un capitolo suo, perché è l’unica forma in cui il giocatore può stare anche dalla parte del banco. L’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo descrive così: il giocatore può fare il puntatore o il bancante, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcun onere, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che non risulta. Betfair è descritta come la prima, con la concessione 16028.

Poi ci sono gli eventi simulati, che l’art. 2, lett. v) definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per scommesse sportive, e nei siti degli operatori si riconoscono dalla sezione «Virtuali». Non c’entrano nulla con i cartellini, ed è bene non confonderli: un fallo simulato non esiste, un cartellino simulato nemmeno.

Le regole di un mercato che decide l’arbitro

Qui arriva la parte che rende il tema interessante e, per molti versi, irritante. William Hill è l’unico dei dieci concessionari esaminati di cui si conosca il regolamento puntuale dei cartellini, e quel regolamento è un buon esempio di quanto la struttura del mercato conti più della quota che leggi sul biglietto.

Un cartellino giallo vale 1 punto. Un cartellino rosso vale 2 punti. Il massimo per un singolo giocatore è di 3 punti. Fin qui sembra semplice, e in effetti lo è: un giocatore ammonito e poi espulso non porta a 4 punti, si ferma a 3.

Poi la faccenda si complica, ed è qui che il regolamento va letto prima e non dopo. Per i punti cartellino, un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Il doppio giallo, cioè, non vale 1 + 2: vale un valore proprio, deciso dall’operatore. È una differenza che si mangia una parte del vantaggio che il giocatore credeva di avere.

Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli, William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. In una partita con tre espulsi, il mercato dei «soli gialli» può chiudersi esattamente come se quelle espulsioni non fossero mai avvenute. Chi ha giocato il «over gialli» pensando a una rissa finale scopre di aver scommesso su un altro film.

C’è poi il confine di chi entra nel conteggio. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, allenatori e altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Un secondo giallo a un giocatore già sostituito non muove il mercato. Un allenatore espulso per proteste non muove il mercato. Il quarto uomo che allunga il recupero oltre il novantesimo, invece, può muoverlo, perché il divieto riguarda il momento in cui il cartellino viene comminato rispetto alla fine della partita, non il minuto di gioco in sé.

Infine la refertazione. William Hill liquida le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se quei dati non sono disponibili ricorre ai dati OPTA e, in casi particolari, alla registrazione video del match. Per il giocatore significa una cosa sola: la fonte dell’arbitro delle statistiche non è negoziabile, e una ricostruzione giornalistica non sostituisce il tabellino ufficiale. Se il tuo operatore e il sito della lega dicono cose diverse, vince il sito della lega.

Resta il Player Builder, che permette di combinare sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. È la versione di William Hill del gioco combinatorio: tre eventi dipendenti legati fra loro, dentro un unico prezzo. Bello da costruire, e da maneggiare con attenzione, perché ogni gamba aggiunta è una gamba in più che deve reggere.

Le regole sono l’offerta: cosa costa un mercato a due esiti

Qui il lettore incontra il numero che decide se un’offerta è generosa o semplicemente ben raccontata. Il bookmaker non paga le quote come se fossero probabilità pure: dentro ogni prezzo c’è un margine, e il margine si legge dalla somma delle probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato.

Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota di nessun operatore: un mercato a due esiti, entrambi a quota decimale 1,90. La probabilità implicita di ciascun esito è 1 diviso 1,90, quindi poco più del 52 % per lato. Sommando le due probabilità si supera di netto il 100 %, e la differenza è esattamente la trattenuta del banco. Il calcolo in forma chiusa dice la stessa cosa: la quota di ritorno del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, che dà circa il 95 %. Il margine è il complemento, dunque intorno al 5 %. Su 100 € giocati complessivamente su quel mercato, il concessionario ne redistribuisce circa 95 e ne trattiene circa 5.

Il numero va preso con la sua condizione attaccata, perché il margine è una banda e non una costante. Quello sopra è il margine di un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. Su un mercato a tre esiti come l’1X2, con il pareggio che allarga la forchetta, la banda sale: è normale trovarla più larga su un testa-o-croce a tre vie. Su un mercato a decine di esiti, come il marcatore in qualsiasi momento o il numero esatto di cartellini, la banda si allarga ancora, e può tranquillamente superare il doppio del caso base. Su una multipla il margine non si somma: si compone, e ogni gamba aggiunta moltiplica la trattenuta. Una multipla a cinque selezioni giocata a margine 5 % per selezione non «costa» 5 %: costa molto di più, ed è il motivo per cui i cartellini combinati con altri mercati sono la voce più cara di questo listino.

Ecco la conseguenza per chi legge. Quando un concessionario annuncia una quota «maggiorata» su un mercato cartellini, la prima domanda non è quanto sia maggiorata, ma rispetto a quale margine. Una quota maggiorata del 4 % su un mercato che ne trattiene il 10 non è un regalo, è un prezzo che resta caro. Il margine è anche, in pratica, la misura dell’incertezza: se il mercato di un operatore sui cartellini è più largo di quello di un concorrente sulla stessa partita, quell’operatore sta dicendo che è meno sicuro di come si comporterà l’arbitro. Nessuno lo ammetterà mai in questi termini.

Chi si prende cura del conto: limiti e autoesclusione

La ratio dei titoli di tutela in Italia sta nell’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, ed è più concreta di quanto la formula lasci intendere: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il secondo punto è quello che sfugge: il limite di deposito non lo scegli solo tu, lo fissa anche l’operatore su criteri che non conosci. È un bene, ed è anche un motivo per non considerare il proprio limite personale come l’unico tetto esistente.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per un aumento. La logica è dalla parte del giocatore e va riconosciuta: abbassare è facile, alzare costa una settimana di pazienza. Chi ha giocato d’impulso sa quanto valga quella settimana. Il valore in euro del limite che l’ADM stabilisce nel bando di gara è materia che non risulta, e non è un dettaglio da colmare a intuito.

Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La struttura a tre assi — quanto ricarichi, quanto spendi, quanto tempo stai dentro — è la più articolata fra quelle che gli operatori esaminati descrivono nelle proprie condizioni. Chi ha difficoltà a tenere a bada la sessione più che la spesa troverà questo impianto più utile di un semplice tetto sui depositi.

Sull’identità il quadro è quello che il lettore si aspetta dal 2024 in poi. Un conto di gioco richiede identificazione piena, e gli operatori offrono sia la registrazione classica con documento sia l’accesso con SPID e CIE. BetFlag rimanda esplicitamente alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Vale la pena dire la parte scomoda: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Non è una scortesia dell’operatore, è il modo in cui il sistema impedisce conti fantasma. Ma se hai fretta di prelevare, la fretta non salta la verifica.

L’autoesclusione è il pezzo che in Italia funziona meglio di quanto i giocatori immaginino, ed è anche quello che i siti senza concessione non hanno. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La riforma allarga la finestra da entrambi i lati: prima il minimo era un mese, adesso una settimana è sufficiente per fermarsi, e chi vuole uscire per sempre aspetta nove mesi prima di poterci ripensare. Un periodo più lungo per tornare indietro è un favore a chi ha deciso di smettere.

Il dato che chiude il cerchio è questo: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto offshore è, per il sistema italiano, una persona che non esiste. Nessuna piattaforma lo bloccherà, perché nessuna piattaforma sa chi è.

Cosa farne, in pratica: dal deposito al prelievo

La filiera del pagamento in Italia ha una forma sua, e vale la pena seguirla nell’ordine in cui il giocatore la attraversa. Il primo passo è la ricarica del conto. Accanto alle carte, alle PostePay e alle altre prepagate, agli e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, a Satispay e al bonifico, esistono i «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024: tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM. Questi punti ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite, non consentono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Il tetto settimanale sul contante è la ragione per cui questo canale non può diventare la porta di servizio che qualcuno spera: cento euro a settimana non finanziano una serata pesante.

Il secondo passo è il prelievo, e qui va detto con chiarezza che sull’elenco delle modalità approvate non esiste ancora un quadro definito per le criptovalute presso i concessionari ADM, e nessuna norma che elenchi i canali approvati risulta. Chi promette «prelievi in crypto immediati» su un sito italiano sta promettendo qualcosa che non ha alle spalle nessuna pagina pubblica. Ogni operatore pubblica la propria lista nelle condizioni: è lì che si guarda, prima di depositare e non dopo.

Il terzo passo è quello che nessuno legge e che vale più di tutti, ed è la chiusura del cerchio: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore è materia non confermata. Quando arriverà, la strada offshore — quella che oggi si apre ancora con una carta di credito — diventerà una strada senza benzinaio.

La tassazione: chi paga, e chi crede di non pagare

Sul fronte fiscale l’Italia ha compiuto una scelta precisa: tassa il concessionario, non il vincitore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, ed è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile è materia che non risulta.

Per il giocatore la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale complicata fa bene a consultare un commercialista.

Il discorso cambia per intero sui siti non autorizzati, ed è qui il secondo costo nascosto della strada offshore. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata è materia che non risulta. Chi gioca su un sito estero immagina di essere fuori dal sistema: fiscalmente ci è dentro, con meno informazioni e nessuno che gli abbia trattenuto nulla alla fonte.

Il margine del bookmaker e il prezzo reale di una giocata

Vale la pena tornare sul margine, perché è il numero che il marketing non mette mai in prima pagina e che determina quanto vale davvero ogni quota che leggi. Il margine non è una commissione: è la differenza strutturale tra il prezzo offerto e il prezzo che rifletterebbe le probabilità reali. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il ritorno è di circa il 95 % e la trattenuta di circa il 5 %, ma quella è la condizione migliore che un mercato a due vie possa offrire. Su un 1X2 la forchetta si allarga. Su un mercato sui cartellini, dove le variabili sono più numerose e la liquidità più sottile, si allarga ancora. Su una combinazione di più selezioni della stessa partita, il margine di ogni gamba si compone e il ritorno complessivo scende in modo non lineare.

C’è una conseguenza che vale più di qualsiasi consiglio sulla selezione. Se il margine di un mercato cartellini è, poniamo, doppio rispetto a quello del mercato 1X2 sulla stessa partita, allora la stessa previsione giocata sui cartellini ha un valore atteso peggiore, a parità di capacità previsionale. Non è un’opinione sul calcio: è aritmetica del listino. Chi ha una lettura della partita e basta, gioca l’1X2; chi ha una lettura specifica dei comportamenti fallosi — un derby, un arbitro col cartellino facile, due squadre che si odiano — ha una ragione per pagare il prezzo più alto del mercato cartellini. La domanda giusta non è «quanto pagano i cartellini», è «quanto pago in più, e ho davvero un’informazione che lo giustifichi».

L’offerta offshore, e il conto che presenta all’incasso

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale, e la macchina che lo contrasta è più articolata di quanto si creda. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I prestatori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avvertimento. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Il termine tecnico per il risultato è «oscurati», e la parola dice bene l’idea: si spegne la luce, non si cancella l’offerta.

Sul piano del giocatore la norma è antica e severa, e l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori sono materia che non risulta. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Qui conviene essere precisi e non drammatici. Il rischio quotidiano del giocatore offshore non è l’aula di tribunale: è che il sito blocchi il prelievo, che il dominio sparisca e riappaia con un nome diverso, che nessuna autorità italiana abbia titolo per intervenire in suo favore. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo ed è esposto al blocco DNS. Sono due prodotti diversi, non due prezzi diversi dello stesso prodotto.

La pubblicità è vietata, il bonus no

Questa è la parte che confonde più lettori, e vale la pena separarla bene. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con Legge n. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). L’ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui media.

Lo stato dell’applicazione è mosso. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Il punto che conta per chi legge una pagina come questa: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non risulta alcun tetto statutario né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata. Quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, e sono l’unica cosa che conta davvero. Non esiste un regolamento unico del bonus a cui appellarsi quando un requisito ti sembra assurdo: esiste il contratto che hai accettato.

Come ho valutato i dieci concessionari

Il criterio di partenza è il più noioso e il più utile: la concessione. Tutti e dieci i marchi di questa lista hanno una riga sull’elenco ADM, con un numero e una ragione sociale, e questo li distingue da qualunque .com che appare in ricerca con una licenza straniera. La concessione è per sito, e ogni marchio qui sotto ha il proprio .it con il proprio titolo.

Il secondo criterio è la copertura dichiarata del prodotto sportivo: che tipi di giocata l’operatore mette a disposizione, se ha il live, se ha gli eventi simulati, se ha uno streaming. Nessuno di questi dati dice quanto sia competitiva una quota, ma dicono quanto ampia sia la vetrina.

Il terzo è la trasparenza sulle condizioni che costano: requisiti di puntata, quote minime, tempistiche di erogazione, durata dell’offerta. È il criterio che pesa più di tutti nel giudizio finale, perché è quello che determina quanto dell’offerta arriva davvero in tasca.

Il quarto è la dotazione di strumenti di tutela: limiti, autoesclusione, identificazione. Sotto questo profilo la concessione italiana impone uno standard minimo che nessun marchio di questa lista può aggirare.

Manca un criterio che qualcuno si aspetterebbe: la puntata minima in euro per giocare i cartellini, o il numero esatto di mercati cartellini per partita. Sono dati che non risultano per la maggior parte dei marchi, e non li ho sostituiti con stime. Dove un’informazione manca, il posto giusto dove cercarla è il palinsesto dell’operatore alla partita che ti interessa, il giorno in cui la giochi: è l’unica fonte che aggiorna davvero.

Un’avvertenza sull’ordine di questa lista. Non è una classifica di merito, e non lo diventerà: i dieci marchi sono esposti nell’ordine in cui sono esaminati, e la concessione è la stessa cosa per tutti. Le differenze che contano sono nelle condizioni, e quelle le trovi riga per riga.

I dieci concessionari, uno per uno

Eurobet: il catalogo più completo per chi gioca d’istinto

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, con il proprio sito Eurobet. L’applicazione copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.

Una pagina che tiene insieme giocate aperte e chiuse è una comodità concreta per chi segue più eventi in parallelo: si vede in un colpo solo quanto è esposto, senza ricostruire a mano il portafoglio. La combinazione di singole, multiple e sistemi copre i tre modi in cui la maggior parte dei giocatori italiani costruisce un biglietto.

Il punto che conta, però, è un altro: su Eurobet non risulta nulla di specifico sui regolamenti dei cartellini, e questo cambia la natura della scelta. Chi punta un mercato sui cartellini da Eurobet deve verificare il regolamento sul palinsesto al momento della giocata, perché i punti per espulsione e i criteri di refertazione li decide l’operatore. Il giudizio è questo: la struttura è buona per chi gioca tanto e vuole vedere tutto in un posto, ma il tema di questa pagina — la meccanica dei cartellini — non è quello su cui Eurobet si distingue.

William Hill: l’unico di cui si conosce il regolamento dei cartellini

William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044, sito William Hill. È l’unico dei dieci di cui si conosca il regolamento puntuale dei mercati sui cartellini, ed è la ragione per cui questa voce è la più lunga della sezione.

I numeri li ho già esposti: giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti; rosso diretto 2 punti; nei mercati dei soli gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non entra nel conteggio; contano solo i giocatori in campo, con esclusione di panchine, staff e provvedimenti dopo il fischio finale; refertazione dal sito ufficiale della manifestazione, con OPTA come riserva e il video come ultima istanza. C’è anche il Player Builder, che combina sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un ammonito e almeno un tiro nello specchio.

Sull’offerta di benvenuto il quadro è quello che il marketing chiama «bonus cash» e che nella pratica è un bonus a tranche: il 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Quella quota minima è la condizione che decide tutto, e vale la pena sviscerarla. Una multipla a cinque selezioni con quota minima 5.00 per la singola è una costruzione che chiede una selezione a testa da cinque partite, e il requisito non è aggirabile con l’aggiunta di una gamba a quota bassa. Le tranche da 10 € significano che il bonus non arriva mai tutto insieme: si sblocca pezzo per pezzo, e ogni pezzo richiede una nuova multipla conforme. Chi gioca regolarmente multiple di quel tipo trova l’offerta naturale; chi gioca singole da 5 € la trova inutilizzabile, e inutilizzabile significa 50 € che restano sul tavolo. Il verdetto è netto e va detto chiaro: William Hill è il marchio di questa lista dove la scelta dei cartellini ha più senso, perché è l’unico dove sai in anticipo come verranno contati, ma il suo bonus è un’offerta per profili specifici e non un regalo universale.

Lottomatica: quando la libreria di eventi è essa stessa il prodotto

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010, sito Lottomatica. L’applicazione per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita.

Il pattern che emerge qui è quello del marchio che vince sulla copertura verticale: molti campionati, molti sport, con il live come modalità predefinita. Lo streaming cambia l’esperienza del gioco in corso più di quanto sembri, perché la differenza tra vedere un fallo duro accadere e leggere un aggiornamento di punteggio è la differenza tra decidere e indovinare.

Sui cartellini non risulta alcun dettaglio di regolamento da Lottomatica, e con uno streaming già integrato questo diventa un invito preciso: se guardi la partita sul monitor dell’operatore, hai sotto gli occhi la materia prima del mercato. Il verdetto: la profondità del catalogo è la vera attrattiva per chi vuole scommettere su un campionato minore senza cambiare operatore, mentre chi cerca proprio i cartellini deve accettare di comprare al buio sul regolamento e verificarlo da sé.

Sisal: la gamma più larga di formati, cash out compreso

Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, sito Sisal. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Un elenco del genere dice che Sisal non vende il singolo mercato: vende la scelta del formato. DUO, Supercombo e Supercoppia sono costruzioni combinatorie con nomi propri, e la presenza delle espulsioni accanto a rigori e tiri in porta colloca i cartellini dentro un catalogo di eventi «di comportamento» piuttosto che di esito puro.

Il cash out merita una nota di sostanza, che vale per qualsiasi operatore. Chiudere una giocata in anticipo trasferisce il rischio al banco a un prezzo che il banco stesso fissa, e quel prezzo incorpora lo stesso margine di ogni altra cosa. Non è una funzione gratuita: è un secondo mercato. Detto questo, nella seconda metà di una partita con un ammonito già a referto e un difensore in diffida, l’opzione di uscire ha un valore reale. Il verdetto è il seguente: se ti interessa variare formato più che ottimizzare il margine, Sisal è tra le più attrezzate, e l’ampiezza dell’offerta è la sua caratteristica distintiva su questa lista.

AdmiralBet: l’impianto di tutela più articolato del gruppo

Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, sito Admiralbet. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto a effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni.

Tre assi di limite su tre orizzonti temporali è la griglia più fine che questi dieci marchi descrivano. La differenza tra limitare la spesa e limitare il tempo non è formale: sono due comportamenti diversi, e chi ha il problema del tempo più che del denaro trova qui lo strumento che gli serve.

Sul prodotto sportivo i cartellini non compaiono in alcuna descrizione, e la discrezione è coerente con il resto: Admiralbet comunica la struttura di controllo, non la vetrina dei mercati. Il verdetto riguarda il lettore a cui questa pagina serve nel modo più diretto: chi sa di dover mettere un tetto al proprio gioco prima di sedersi trova qui l’impianto più completo, e la scelta di un operatore con questo livello di strumenti vale più di un punto di quota.

Betsson: la piattaforma enciclopedica per chi copre molti sport

Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027, sito Betsson. L’applicazione Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Migliaia di eventi è una cifra che va letta per quello che dichiara: ampiezza, non profondità. Un catalogo così si regge su un’ampia offerta pre-match e live, e il prezzo di quell’ampiezza è che la selezione richiede pazienza: più eventi significa più mercati da confrontare prima di trovare quello giusto.

Under/Over, Goal/NoGoal e combo sono i mercati che si combinano più naturalmente con i cartellini, perché condividono la stessa logica — non chi vince, ma come si svolge la partita. Il verdetto: Betsson è la scelta di chi segue sport diversi nella stessa settimana e non vuole cambiare conto, mentre per un giocatore mono-sportivo l’ampiezza si traduce soprattutto in tempo speso a scorrere.

Planetwin365: streaming quotidiano, e un calendario che non si ferma

Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, sito Planetwin365. Offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Il dettaglio che colpisce è la composizione: tennis tavolo e pallavolo dentro un palinsesto quotidiano di streaming significano una copertura costruita per riempire tutti i giorni dell’anno, non solo il fine settimana calcistico. Per chi gioca live questo è un vantaggio reale, perché una piattaforma che vive di eventi minori ha più occasioni di quotare mercati secondari.

I cartellini, però, sono un mercato che vive del calcio, e questa è la tensione che va segnalata senza girarci intorno: la forza di Planetwin365 sta dove il calcio non arriva. Chi cerca solo cartellini troverà qui un’infrastruttura di streaming eccellente applicata a un mercato che non è il centro dell’offerta. Il verdetto premia la specializzazione nel live quotidiano, che è un pubblico preciso: chi gioca la sera, tutti i giorni, e non solo la domenica.

Betfair: la porta d’ingresso all’exchange, con le sue quote

Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028, sito Betfair. L’applicazione propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Betfair è descritta come la prima concessionaria dell’exchange in Italia, e sull’exchange italiano il giocatore può stare da entrambe le parti: puntare o bancare, con il concessionario che si limita a mettere in contatto anonimo i due lati (art. 2, lett. u, D.Lgs. 41/2024). La documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcun onere, con il prelievo a carico del concessionario. Quali altri marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che non risulta.

Qui va fatta una precisazione tecnica che salva tempo: sui cartellini non si banca, perché un mercato con un numero di esiti così variabile non si presta alla struttura dell’exchange. Chi arriva su Betfair pensando di applicare il metodo del punta-e-banca ai cartellini sta cercando una funzione che non esiste. Il verdetto tiene conto proprio di questo: la meccanica dell’exchange è la ragione per stare su Betfair, e chi la conosce ha in mano uno strumento che pochi altri concessionari offrono; chi invece vuole solo i cartellini troverà che la quota maggiorata della Supercombo è la parte che gli serve.

StarCasinò: il marchio casino-first con un book dentro

Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, sito StarCasinò. L’applicazione permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La nota da fare è di struttura, non di merito: StarCasinò e Betsson fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited, e questo è un promemoria utile di cosa significhi concessione per sito. Due siti, due concessioni distinte, due identità di prodotto diverse — uno più sportivo, uno più orientato al casinò. Non è una duplicazione, è una diversificazione dentro lo stesso gruppo.

StarCasinò è trasparente sulla propria natura: il casinò viene prima, il book lo accompagna. Per chi gioca sui cartellini in modo occasionale e frequenta soprattutto le slot, è una combinazione comoda sotto un unico accesso. Chi cerca il mercato dei cartellini come prodotto centrale, invece, lo trova in una posizione laterale dell’offerta. Il verdetto riflette quella gerarchia: è un operatore di intrattenimento generale, non uno specialista, e chi ha ambizioni tecniche sui mercati di comportamento lo troverà superficiale.

NetWin: il bonus con i requisiti più severi della lista

Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035, sito NetWin. Per sbloccare il bonus Sport-50 l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Qui c’è un contrasto che vale la pena mettere in chiaro, ed è il tipo di dettaglio che i fogli illustrativi saltano. Il giro di 3 volte è tra i più bassi che si incontrino: il deposito va rigiocato tre volte, non dieci. Sembrerebbe l’offerta più leggera del gruppo, e sulla carta lo è. Il problema sono le esclusioni. Niente sistemi, niente antepost, niente live, e soprattutto niente scommesse con cash out attivo — cioè esattamente le tre modalità che un giocatore che segue le partite in diretta usa di più.

Il risultato è un’offerta che assomiglia a un guanto di misura stretta: comoda per chi costruisce multiple pre-match di tre eventi a quote decenti e non tocca il biglietto fino alla fine, inutilizzabile per chi gioca live o chiudi in corsa. E c’è un punto che nessuno legge mai: la quota totale di almeno 10.00 significa che tre selezioni devono moltiplicarsi fino a un prezzo a due cifre. Tre eventi a quota 2.15 bastano appena; tre favoriti a 1.50 non bastano per nulla. Il verdetto è che questa è l’offerta con il rapporto più ambiguo tra faciltà annunciata e vincoli reali fra le dieci esaminate: il requisito di puntata è basso, e la gabbia che gli sta attorno è fitta.

Le concessioni in sintesi

Marchio Numero di concessione e concessionario Che cosa dicono le condizioni dell’operatore
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale singole, multiple e sistemi; schedine in corso e concluse raccolte nella pagina My Bets
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc regolamento cartellini a punti con refertazione dal sito ufficiale della manifestazione; bonus cash in tranche su multiple a quota minima 5.00
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, quote e risultati in tempo reale, streaming per il live
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal/Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni; Cash Out per chiudere la giocata in anticipo
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. autoesclusione e limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. eventi in diretta streaming con palinsesto quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e sezione Supercombo a quote maggiorate
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. bonus sbloccabile con giro di 3 volte il deposito in 7 giorni su multiple con quota minima 2.00 per evento, con esclusione di sistemi, antepost, live e cash out

Il quadro che emerge dalla tabella è meno uniforme di quanto la parola «concessione» suggerisca. Tutti e dieci hanno un numero ADM, tutti e dieci stanno su un sito .it, e questo è il terreno comune: nessuno di loro è un sito estero con una licenza che in Italia non vale. Ma la seconda colonna rivela che la concessione non dice nulla su cosa il sito venda, e la terza mostra quanto siano diversi i modi di comunicare l’offerta.

Su William Hill la descrizione ruota attorno alla meccanica del mercato — i punti, la refertazione — e sull’offerta il dettaglio è nelle condizioni della promozione. Su Eurobet, Betsson, Lottomatica e Planetwin365 la descrizione è di catalogo: quali eventi, quali sport, quale copertura. Su Sisal e Betfair compare una funzione specifica, il cash out e la sezione Supercombo. Su AdmiralBet e NetWin il baricentro sta altrove: per AdmiralBet negli strumenti di controllo, per NetWin nei requisiti che vincolano il bonus.

C’è un silenzio che attraversa la tabella e vale più di una riga in più. Nessuno degli operatori, tranne William Hill, descrive pubblicamente come si contano i cartellini. Non è una dimenticanza editoriale: è il modo in cui il settore comunica, privilegiando il numero di eventi alla regola che li liquida. Il giocatore che ha capito questa asimmetria è avanti a tutti gli altri, perché sa che la regola si legge prima e su ogni singolo biglietto.

E c’è un limite di questa tabella che va detto. Manca un colonna che qualcuno cercherà: la puntata minima in euro per giocare i cartellini. Non c’è perché non è nei numeri che questa pagina può verificare per la maggior parte dei marchi, e una colonna di trattini non aiuterebbe nessuno. Chi ha bisogno di quel dato lo trova nel palinsesto dell’operatore, sull’evento che gli interessa, il giorno in cui lo gioca.

Domande frequenti sulle scommesse sui cartellini

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’ADM, pubblico sul sito dell’agenzia e su quello della Guardia di Finanza. La concessione è legata a un singolo sito .it, non al marchio, quindi si cerca l’indirizzo esatto. Un nome sull’elenco non dimostra l’offerta di scommesse sportive: l’elenco non ha una colonna dei giochi. L’operatore stesso dichiara numero e ragione sociale nelle proprie condizioni.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, in forma decimale. Dieci euro a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto; in caso di perdita non torna nulla. Su una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e basta una selezione sbagliata per perdere l’intero biglietto.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato, cioè 1 diviso ogni quota. Se la somma supera il 100 %, l’eccedenza è la trattenuta. Su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma dà poco più del 105 %, il ritorno è circa il 95 % e il margine circa il 5 %, come stima su molti biglietti.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e gli operatori lo mostrano già all’iscrizione. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. L’ADM chiede inoltre al concessionario di fissare limiti sulle somme depositate in un periodo definito, in base all’età e al comportamento del giocatore, con protocolli approvati dall’agenzia.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte: l’imposta unica cade sul concessionario, e il giocatore riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione della stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per una posizione fiscale complessa conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri il trattamento è diverso: le vincite sono «redditi diversi» da dichiarare.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non viene bloccato; non ha vigilanza ADM né strumenti di limite obbligatori, ed è esposto al blocco DNS, con i domini inibiti che vengono oscurati. Sul piano fiscale le vincite vanno dichiarate come «redditi diversi». L’ADM cita inoltre la Legge 401/1989, art. 4: anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Che cosa resta in mano al lettore

Alla fine di questo percorso restano tre cose, e sono le sole che consiglio di portarsi dietro.

La prima è che il mercato dei cartellini non ha un regolamento unico. William Hill è l’unico dei dieci concessionari esaminati a pubblicare come si contano i punti, e quel regolamento contiene cose che nessuno immagina: un doppio giallo con rosso vale 3 punti e non 4, nei mercati dei soli gialli il rosso non entra nel conteggio, le panchine e lo staff non contano. Su ogni altro marchio quella regola esiste comunque, da qualche parte nelle condizioni: semplicemente non è scritta in vetrina. Leggerla prima di giocare è l’unico modo di sapere su cosa stai scommettendo.

La seconda è che la concessione è la scelta che precede tutte le altre. Non è una formalità burocratica e non è un marchio di qualità sulle quote: è il confine tra un sistema che ti blocca quando decidi di smettere e un sito che non sa chi sei. Il RUA, i limiti di deposito, la vigilanza ADM stanno tutti da una parte di quel confine.

La terza è un’aritmetica che non si vede. Il margine è dentro ogni quota, si allarga passando dai due esiti alle combinazioni, e sui mercati dei cartellini è più largo che sull’1X2 perché le variabili sono più numerose e i prezzi meno liquidi. Chi gioca questo mercato paga un prezzo più alto per un’informazione più fine. Se l’informazione non c’è, il prezzo si paga comunque.

E dietro tutte e tre resta la domanda che nessun bookmaker ti farà mai in faccia, perché la risposta non gli conviene: quanti punti hai messo in gioco, e quanto ti costa davvero il diritto di giocarli.

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