Scommesse sui siti esteri: la concessione ADM, il RUA e i dieci bookmaker che ne hanno una
Un bookmaker senza concessione accetta la tua schedina senza chiederti nulla. Poi ti paga con un bonifico che, fuori dal perimetro italiano, vale esattamente quanto vale il foglio su cui l’hai scritta. Il gioco fuori concessione non è una variante più comoda della stessa cosa: è un’altra cosa, con un altro prezzo, e quel prezzo lo paga chi lo usa.

Qui non troverai il nome di nessun operatore privo di concessione, né i suoi bonus, né il modo di depositare. Il fenomeno si descrive per quello che è. La strada legale si mostra nelle sue due varianti: una concessione ADM — cioè RUA, vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, strumenti di limite obbligatori, un foro italiano — oppure niente di tutto questo, con i domini oscurati e un’esposizione penale che l’Autorità mette per iscritto.
Verificato il 31 Ottobre 2026 contro ADM (ex AAMS), la Gazzetta Ufficiale e le condizioni contrattuali dei concessionari.
Prevenzione e tutela: cosa protegge davvero chi gioca su un sito autorizzato
Prima di discutere quote, palinsesti e quale bookmaker scegliere, conviene guardare cosa sta intorno alla scommessa. Un conto su un sito con concessione ADM non è solo un posto dove piazzare una giocata: è un conto dentro un sistema di tutele che esiste per legge e che qualcuno controlla. Fuori da quel sistema le tutele non si riducono una per una. Cadono insieme, come le tessere di una fila tirata dalla prima, e la prima tessera è il limite di deposito.

Il limite che scegli tu e il tempo che serve per alzarlo
Aprire un conto di gioco su un concessionario non si chiude con la registrazione. Finché non hai indicato quanto puoi versare, il conto non è completo. La scelta è tua, su base giornaliera, settimanale o mensile, e non è un campo che l’operatore compila al posto tuo. La logica dell’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 va in questa direzione e non lascia margini: auto-limitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Il meccanismo è asimmetrico, ed è la parte che quasi nessuno legge. Abbassare un limite è immediato. Alzarlo richiede tempo: AdmiralBet applica subito un limite ridotto, mentre per uno aumentato fa passare sette giorni. Quei sette giorni non sono un dispetto burocratico. Sono la distanza tra una serata storta e una settimana di stipendio, e sono anche il punto in cui un limite che sembra troppo basso si guadagna il suo posto. Chi gioca con 20 € a settimana non ha bisogno di un tetto da 500 €: non li ha.
Autoesclusione, RUA e perché la richiesta non resta nel cassetto
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e funziona come un elenco di persone che hanno chiesto di non poter più giocare. La richiesta si presenta al concessionario, ma non si ferma lì: l’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e blocca anche le sale sul territorio. È il dettaglio che separa uno strumento vero da una casella da spuntare. Se il blocco valesse per il singolo operatore, basterebbe cambiare sito in dieci minuti e l’autoesclusione non varrebbe nulla.
Le durate sono cambiate di recente, e vale la pena prendere il calendario in mano. Le condizioni di AdmiralBet prevedevano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra lunga è la differenza tra un fermo breve e un percorso di cura. Un blocco di 7 giorni serve a chi vuole spegnere l’impulso di una settimana. Le misure intermedie servono a tutto il resto.
Sull’identificazione il quadro è altrettanto concreto. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Oltre al modulo classico con la copia del documento, gli operatori offrono SPID e CIE: BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. AdmiralBet consente di aprire il conto caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Senza SPID l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni sembrano tanti, fino a quando non hai una vincita da ritirare.
Sui canali di aiuto, bet365 indica ai residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. I quattro strumenti non sono equivalenti. La pausa spegne il conto per un periodo, il limite decide quanto entra, gli avvisi ti dicono cosa è successo, l’autoesclusione ti toglie dal sistema. Chi ha il problema di una sera usa i primi due. Chi ha un problema strutturato usa il quarto, e il numero verde.
Dove la tutela finisce, e perché il sito non autorizzato non è un’alternativa
Tutta questa architettura ha un confine netto: vale per i siti con concessione. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non riceve limiti imposti da ADM, non ha un foro italiano davanti al quale portare una contestazione. Un giocatore autoescluso che apre un conto offshore è, per il sistema, invisibile: la sua richiesta di blocco non lo segue, perché il registro non lo conosce. Le tutele non si assottigliano. Spariscono.
C’è anche una questione di informazione. L’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che l’operatore paga e che il giocatore non vede mai comparire da nessuna parte, e che esiste solo dentro il perimetro concessionario. Fuori, il messaggio è di un altro tipo: nessun avviso, nessun limite da compilare, e un tono che promette facilità. Un sito senza obblighi di comunicazione responsabile non ha nemmeno gli strumenti per rispettarli.
I punti vendita ricariche: il canale di pagamento che ha un tetto per legge
Il denaro entra nei conti di gioco anche attraverso i punti vendita ricariche, cioè tabaccai e ricevitorie iscritti in un apposito elenco ADM. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 è preciso su cosa possono e non possono fare. La ricarica avviene solo su richiesta del titolare del conto, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Il punto vendita non può pagare vincite né erogare il saldo, e l’iscrizione all’elenco costa 100 € l’anno.
Quel tetto di 100 € settimanali in contanti non è una limitazione tecnica: è una scelta di politica del gioco, e dice molto su come il legislatore guarda al contante in questo settore. Chi ricarica al tabaccaio ha di fatto un limite di deposito aggiuntivo che non ha scelto, ma che tira dalla stessa parte di quello scelto. È l’unica forma di auto-limitazione imposta dall’esterno anziché dal giocatore.
Valutazione e criteri: i dieci concessionari confrontati su quello che i numeri dicono
Una classifica di bookmaker ha senso solo se dichiara il metro, e qui il metro è ristretto e non discrezionale: dieci operatori presenti nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un codice di concessione, un sito .it proprio e fatti verificabili sul prodotto sportivo. Non è una graduatoria di qualità complessiva, e non è un censimento del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente da queste dieci righe non è per questo privo di licenza.
Cosa entra nella valutazione e cosa non entra
Il primo criterio è la concessione: numero, codice e società concessionaria, letti dalle condizioni contrattuali dell’operatore. Il secondo è il palinsesto, cioè l’insieme degli eventi e delle tipologie di giocata che il concessionario prepara e ADM approva. Il terzo è l’ampiezza dell’offerta live e la presenza di funzioni come il cash out. Il quarto è la chiarezza degli strumenti di tutela. Restano fuori, per scelta, l’altezza del bonus e il volume degli investimenti televisivi: due voci che si vedono nella pubblicità, non nel conto.
La concessione è per sito, non per società, e questo cambia il modo in cui si legge la tabella. Una sola società può gestire più siti con più concessioni: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è titolare della 16012 per Eurobet, e la stessa società compare come concessionaria di Bwin e Gioco Digitale. Quando leggi un numero di concessione non stai leggendo il nome di un gruppo: stai leggendo il permesso di un singolo sito. ADM dal canto suo tiene l’elenco pubblico e lo aggiorna; comparire in una comparazione qualsiasi, su questa o su un’altra pagina, non è e non sarà mai una concessione.
La tabella dei dieci: concessione, società e quello che le condizioni dichiarano
| Brand | Numero di concessione e società concessionaria | Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore sulla tutela del giocatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | App con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata dal 1° febbraio 2026; limite di ricarica, spesa e tempo di gioco scelto in registrazione, ridotto subito, aumentato dopo 7 giorni |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale, dopo invio documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | App per scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, coppe europee e oltre 20 sport con risultati in diretta |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; Cash Out per chiudere la giocata prima della fine |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
La colonna di mezzo è la meno piacevole da leggere e la più importante da controllare. Un numero di concessione a cinque cifre non rende un bookmaker migliore di un altro: rende quel sito, e solo quel sito, autorizzato a raccogliere gioco in Italia. Chiunque può fare lo stesso controllo, e la sezione sulla normativa spiega dove. La concessione non dice nulla, invece, su quale sport o mercato quel sito offra davvero. Può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione, e il registro non ha una colonna per i giochi. Che un concessionario prenda scommesse sportive lo mostra il suo palinsesto, non la sua riga nella lista.
Perché l’ordine non è una gerarchia
Da Lottomatica a bet365, l’ordine segue i codici di concessione, dal 16007 al 16051. Un ordine di merito vero non esiste, e chi lo promette sta vendendo qualcosa. Per chi punta 10 € a settimana, la differenza tra il primo e il decimo nome della tabella sta quasi tutta nella comodità dell’app. Per chi cerca mercati di nicchia, sta nel palinsesto. Per chi ha bisogno di controllarsi, sta negli strumenti di tutela, e lì AdmiralBet ha una documentazione più dettagliata della media mentre bet365 mette nero su bianco il canale di aiuto.
Ci sono poi marchi che arrivano al calcio da un’altra porta. StarCasinò è un casinò con un’app che permette di scommettere sui principali eventi sportivi; Betfair nasce come exchange e porta nell’app mercati come Multigol e combo. Sono offerte diverse, non peggiori. Chi cerca il risultato secco 1X2 su Serie A non ha motivo di pagare la complessità di una combo, e chi vuole coprirsi con un DNB — il rimborso in caso di pareggio — ha bisogno di un bookmaker che lo offra, non di uno che lo nasconde in fondo al palinsesto.
La calcolatrice che nessuno dei dieci ti mette davanti
Qui la tabella si ferma e comincia l’aritmetica, che vale per tutti e dieci allo stesso modo. Due cose le controlla il giocatore: quanto mette e a che prezzo. Un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessuno dei dieci.
Supponiamo un giro di puntate settimanali da 100 €, cioè esattamente il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione. Supponiamo anche un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambe le parti. Su un mercato così la quota non è pulita: la somma delle probabilità implicite dei due esiti supera il 100 %, e il di più è il margine del bookmaker. Con 1,90 e 1,90 la quota di payout — la parte di ogni euro puntato che il mercato restituisce — è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) = 95 %. Il margine è dunque il 5 %: su ogni 100 € puntati su un mercato siffatto il bookmaker trattiene in media circa 5 € e ne restituisce 95, chiunque vinca la partita.
Applicata al giro settimanale, quella percentuale dà una perdita attesa dell’ordine di 5 € a settimana, cioè circa 21 € al mese o circa 260 € in un anno. La banda si sposta con la quota: su un mercato a due esiti con prezzi 2,10/1,70 il margine scende, su un mercato 1,50/2,70 sale. In ogni caso il numero è la media su molte giocate, non il risultato di una serata. Nessuno perde 5 € a ogni singola puntata. Molti ne perdono 100, alcuni ne vincono 90, e la media li tira tutti verso il basso.
È il dato da tenere a mente quando si confronta un bonus di benvenuto con quello che si trova su un dominio estero. Il bonus è una tantum, il margine è a ogni giocata. Un bonus che copre tre mesi di margine è generoso. Uno che ne copre una settimana è il prezzo pagato per aprire il conto.
Fondamenti: che cos’è un sito di scommesse estero e come funziona davvero
«Estero», in questo settore, non indica una categoria di prodotto. Indica l’assenza di un requisito. Un bookmaker è estero quando non ha la concessione ADM per il gioco a distanza, e questa definizione negativa è l’unica che regge, perché nessuna caratteristica positiva accomuna i mille marchi che accettano giocatori italiani senza concessione. Alcuni sono grandi gruppi internazionali. Altri sono pagine aperte da sei mesi. La differenza tra loro, dal punto di vista di chi ci mette i soldi, è piccola: nessuno dei due risponde ad ADM.

Il meccanismo: chi può prendere una scommessa in Italia
ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e indica che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. La frase è breve e va letta due volte. Offrire gioco a distanza con vincite in denaro è un’attività riservata. Non è un permesso che si ottiene compilando un modulo: le concessioni si assegnano per gara pubblica, non si rilasciano a chi le chiede.
Il quadro attuale è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. L’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Gli artt. 4, comma 3, e 5, comma 3 congelano il resto: i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.
Nove anni senza rinnovo, con le condizioni bloccate dalla partenza, dicono una cosa semplice. Chi entra lo fa con un orizzonte e un costo certi. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it, e un solo soggetto può detenerne più di una. La concessione è per sito, non per azienda: non esiste una licenza di gruppo che copra un portale internazionale e, per estensione, il suo dominio estero.
Cosa ottiene chi entra nel perimetro, e cosa ottiene chi resta fuori
La scelta tra le due strade non è una scelta di quote. È una scelta su quattro cose che non hanno prezzo di mercato.
Dentro il perimetro stanno il RUA e l’autoesclusione che segue il giocatore su tutte le piattaforme autorizzate; la vigilanza di ADM con limiti e protocolli fissati per legge; un foro italiano, cioè la possibilità di portare una controversia davanti a un giudice del proprio Paese; e l’imposta unica pagata dal concessionario, che significa vincite ricevute al netto senza dichiarazioni a carico del giocatore. Fuori dal perimetro non ce n’è nessuna. Nessun registro degli autoesclusi, nessuna autorità che risponda di un conto bloccato, nessun tribunale italiano competente, nessun sostituto d’imposta che versi per te.
Qui si sfalda l’idea che il sito estero sia «la stessa cosa ma più libera». La libertà, in un rapporto contrattuale, è un altro modo di dire assenza di tutele. Chi non ha obblighi non ha nemmeno responsabilità, e il giocatore a cui viene negato un prelievo ha come unico interlocutore un servizio clienti che risponde in un’altra lingua e che non deve niente a nessuna autorità italiana.
Il palinsesto: chi decide su cosa si può scommettere
C’è un dettaglio del sistema italiano che sorprende chi arriva dall’estero, e riguarda la libertà di scelta del bookmaker. L’art. 2, lettera s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. La regola che ne segue è rigida: si può scommettere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il rovescio della medaglia è che il concessionario non può inventarsi un mercato di notte. Deve proporlo, aspettare, offrirlo solo quando è dentro il programma. Chi cerca una scommessa su un campionato esotico non autorizzato la trova su un dominio estero e non su un .it, e questo è un fatto. La stessa regola, però, impedisce che il palinsesto diventi un contenitore indifferenziato: gli eventi sono valutati uno per uno.
Il calcio straniero, comunque, non è un’esclusiva dei domini offshore. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga sono nei palinsesti dei concessionari di questa pagina, insieme a Champions League, Europa League e Conference League. Chi cerca le scommesse sui campionati esteri le trova, e le trova su un conto che il RUA conosce. L’ippica merita una riga a parte perché nel diritto sono due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lettera a); e i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria e che nessuno dei dieci dichiara di offrire online. Le scommesse sugli eventi simulati, cioè gli sport virtuali, sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive, e gli operatori hanno la sezione «Virtuali».
Le tre voci di costo che il sito estero non ti mostra
Se un confronto tra strada italiana e strada estera ha un senso, è sul costo. E il costo non è la quota. La quota del dominio estero è spesso più alta, questo è vero, ma la differenza si chiama margine e vale qualche decimo di punto. Le voci che pesano davvero sono altre.
La prima è il fisco. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 parla di vincite tassate alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. Su una pagina ufficiale dell’amministrazione finanziaria la conferma non c’è, quindi prima di fare i conti conviene consultare un commercialista. Diverso è il caso delle vincite ottenute su siti esteri: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta al prelievo e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la lettura corretta resta quella dell’Agenzia: andrebbero dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale. Chi vince 5.000 € su un dominio estero e non li dichiara non ha evaso una tassa già pagata da qualcun altro: ha tenuto fuori dall’imponibile una somma imponibile.
La seconda voce è il blocco. ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, e la pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; le ordinanze del 2024 e del 2025 hanno portato il totale a 11.481 domini secondo una segnalazione di stampa riferita all’ordinanza del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ogni giro. I mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e un indirizzo che cambia ogni due settimane non è un servizio: è una caccia all’uomo con i tuoi soldi in ballo.
La terza voce è l’esposizione penale, e ha un nome preciso. ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, è esplicita: la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore come l’Autorità stessa la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun procedimento concreto contro un giocatore. Il quadro è già scritto: il rischio non pesa solo su chi organizza, ma su chi partecipa.
Mettiamo le tre voci accanto. Il giocatore paga con la dichiarazione, con l’instabilità del dominio e con un rischio penale che il concessionario italiano non gli fa correre. In cambio riceve una quota più alta di qualche decimo. Non è un buon affare. È la definizione di un cattivo affare.
Normativa e vigilanza: chi controlla, chi sanziona e chi paga
La regolazione italiana del gioco a distanza racconta il passaggio da un divieto a un sistema di regole con sanzioni. Vale la pena seguirlo, perché spiega due cose che il lettore incontra sulla pagina di un sito estero senza riconoscerle: l’indirizzo IP statico e la pagina di avviso.
Dal 2007 a oggi: dal divieto alla regolazione dell’infrastruttura
ADM blocca i siti privi di autorizzazione dal 2007. All’inizio la barriera era il divieto, e l’elenco pubblico serviva a informare. Nel tempo la macchina si è complicata, e oggi convivono tre strumenti. Il primo è l’elenco dei concessionari autorizzati, che dice chi può offrire gioco. Il secondo è l’elenco dei siti inibiti, che dice chi non può. Il terzo è un apparato sanzionatorio che non colpisce soltanto chi vende il gioco: l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 è chiaro sul punto, nel testo come modificato dal D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
La direzione è visibile: dalla censura del contenuto alla responsabilizzazione dell’infrastruttura. Non si punisce più solo chi apre il negozio, ma anche chi gli fornisce la luce. E nel gioco a distanza l’equivalente della luce sono la connessione e il pagamento.
Sull’inibizione dei domini: come funziona oggi
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Il verbo è «costantemente»: non una volta al mese, non quando arriva la notifica. Il fornitore deve tenere la lista aggiornata come tiene aggiornata la tabella di routing.
Da aprile 2026 il sistema ha cambiato indirizzo. I siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’elenco dei siti inibiti risulta aggiornato al 13 ottobre 2026. Il passaggio da un IP a un dominio di avviso non è un dettaglio tecnico. Un IP statico è una porta chiusa: chi ci arriva vede un errore e non capisce perché. Una pagina di avviso è una porta chiusa con un cartello che spiega cosa c’è dietro e perché non si apre. La seconda informa, la prima confonde.
Il punto debole resta il DNS. Un mirror nuovo è un dominio nuovo, e un dominio nuovo entra nell’elenco solo dopo la segnalazione e la verifica. Nelle ore intermedie il sito è raggiungibile. Chi lo usa in quella finestra non ha nessuna delle tutele descritte in questa pagina, e non ha nemmeno un avviso che glielo dica.
Chi paga per l’inibizione: fornitori di connettività e prestatori di pagamento
La parte che rende il sistema più solido di quanto sembri sta a valle. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata: è quanto prevede l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, nel testo della Gazzetta Ufficiale.
Quei numeri vanno letti come si legge un cartello con il limite di velocità. Non sono una multa una tantum: sono una cifra legata a ogni violazione accertata, il che significa che un fornitore con mille domini da bloccare e un processo lento non ha davanti a sé un rischio da 30.000 €, ma una progressione che rende più economico aggiornare la lista che pagare. A 180.000 € per violazione l’inibizione smette di essere un adempimento di facciata e diventa un costo. È il tipo di architettura che funziona, ed è anche il motivo per cui i pagamenti verso i siti non autorizzati sono una strada sempre più stretta.
A questo si aggiunge il versante dei pagamenti: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Il terreno è preparato; il cantiere non risulta chiuso.
La regola lato giocatore: l’art. 4 della legge 401/1989
C’è una parte della normativa che i siti esteri non spiegano mai, e riguarda direttamente chi legge. L’art. 4 della legge 401/1989, come ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e la stessa dichiarazione aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun procedimento concreto contro un giocatore.
La simmetria è il dato che salta all’occhio: la norma colpisce pubblicità e partecipazione con le stesse pene. Non c’è un trattamento di favore per il piccolo giocatore, né una soglia sotto la quale la regola non si applica. Il rischio non è un’astrazione giuridica riservata agli organizzatori: è una disposizione che ADM ha sentito il bisogno di ribadire in un comunicato stampa, e che riguarda anche chi mette 10 € su una partita.
Sul versante dell’offerta, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero, secondo una fonte di settore. È la norma che chiude la falla del sito che «accetta dall’estero»: accettare dall’estero non è una difesa se la raccolta avviene in Italia.
Il Decreto Dignità e la pubblicità: un divieto in vigore, un cantiere aperto
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e ADM il 28 febbraio 2024 ne cita il testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’enforcement è dell’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto non dice soltanto «no». All’art. 3, lettera l) promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile; all’art. 3, lettera m) e all’art. 15, comma 3 consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. La distinzione non è formalistica: la prima riguarda la promozione commerciale, la seconda l’informazione. Un concessionario che parla di limiti di deposito non sta pubblicizzando un bonus.
Lo stato dell’arte è più mosso di quanto il testo di legge lasci intendere. La stampa di settore del 2025 e del 2026 riporta che l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e che sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Sul tavolo politico c’è una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. L’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per il lettore questo significa una cosa concreta. La pubblicità che non vedi non è il segno di un mercato che non esiste: è il segno di una regola che sposta il discorso dal claim al contenuto. I bonus, che il decreto non vieta — il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta — restano regolati dalle condizioni del singolo operatore, perché non è noto né un tetto di legge al bonus né un tetto ai requisiti di puntata.
La vigilanza sul territorio e il ruolo della Guardia di Finanza
L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 affida ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta di due elenchi pubblici: quello dei siti legali, legati ai concessionari, e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi consultabili sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. È il congegno che il giocatore ha in mano per verificare da sé: due liste, un nome da cercare, una risposta.
C’è poi la tassazione, la forma più silenziosa di vigilanza. Il concessionario paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %; le giocate virtuali, cioè sugli eventi simulati, pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Il 24,5 % sulla raccolta a distanza è la cifra che il giocatore dimentica sempre. Non la paga lui, e non è una tassa sulla sua vincita. Resta però una fetta che esce dal sistema prima che il denaro arrivi al conto, e spiega perché l’operatore a distanza abbia un margine di manovra più stretto del negozio fisico. Chi si domanda perché la quota del .it sia appena meno generosa di quella del .com ha qui una parte della risposta.
I dieci concessionari, uno per uno: per chi è ciascuno
Le schede che seguono leggono ogni operatore dal suo codice di concessione e da quello che le sue condizioni e le sue app dichiarano. Non sono valutazioni di sicurezza — quello lo fa l’elenco ADM, non una pagina — ma indicazioni su cosa quell’operatore fa meglio e per quale giocatore è la scelta giusta. I dieci non sono i soli concessionari italiani: sono quelli su cui i numeri sono pubblici, e bastano a mostrare le differenze.
Lottomatica (concessione 16010): il calendario che non si interrompe
L’offerta sportiva di Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un palinsesto da generalista, costruito per chi guarda lo sport in televisione e vuole giocare sul momento. La concessione è la 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a.
La forza sta in quel combinato: risultati in tempo reale e streaming dentro la stessa app accorciano la distanza tra il momento in cui vedi l’azione e il momento in cui piazzi la giocata. Chi scommette live lo sa, due secondi di ritardo spostano la quota, e un’app che integra il flusso non ti costringe a cercarlo altrove. Per chi invece gioca pre-match una volta a settimana l’app ricca quasi non conta, e pesano di più la solidità del marchio e la copertura del calcio italiano.
AdmiralBet (concessione 16048): il conto che si apre con SPID e con i limiti scelti da te
AdmiralBet è l’operatore con la documentazione più dettagliata dei dieci in materia di tutela. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione prevede 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La concessione è la 16048, di Admiral Bet S.r.l.
Il dato che cambia la lettura è il doppio binario del limite. Poter fissare un tetto giornaliero, settimanale e mensile significa che il controllo non dipende dalla disciplina del giocatore, ma dalla configurazione del conto. Chi ha già avuto un episodio di gioco problematico sa quanto valga una barriera che non richieda forza di volontà ogni sera.
William Hill (concessione 16044): il bonus che si sblocca con l’identificazione
William Hill lega il benvenuto al metodo di registrazione. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La concessione è la 16044, di William Hill Malta Plc.
La struttura premia chi ha già SPID e tassa, di poco, chi non lo ha: metà del bonus è la differenza tra due percorsi di identificazione. Curioso che un operatore trasformi in denaro una differenza procedurale, e più curioso che lo faccia al ribasso, cioè pagando la verifica rapida invece di far aspettare tutti. La concessione è intestata a una società con sede a Malta e il sito è .it: promemoria utile che la concessione italiana può andare a una società estera, e che per il regime italiano conta il sito autorizzato, non la bandierina del gruppo.
StarCasinò (concessione 16026): il casinò con il calcio di contorno
StarCasinò arriva al gioco sportivo da un’altra origine. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la 16026, di Azzurri Limited.
Chi cerca profondità su un campionato minore non è il pubblico di questo marchio. Chi invece vuole un conto unico per casinò e scommesse, con una selezione di eventi principali, trova quello che l’app promette. Il profilo è da giocatore occasionale, e va letto come tale: poche pretese sul palinsesto, una vetrina ordinata sul resto.
Planetwin365 (concessione 16007): il palinsesto più largo sul calcio europeo
Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la 16007, di Pwo S.p.a.
La densità sul calcio italiano è ciò che distingue questo operatore, e Coppa Italia e Serie C sono le due voci che lo dimostrano. Molti concessionari trattano il calcio minore come riempitivo; qui il torneo cadetto e la coppa nazionale hanno un posto. Chi insegue una partita di Serie C un martedì sera sa che la differenza tra un palinsesto che copre il torneo e uno che lo ignora è l’intera esperienza.
NetWin (concessione 16035): il bonus che è denaro, con le regole che lo accompagnano
NetWin è l’unico dei dieci a offrire un bonus sportivo in denaro e non un credito di gioco. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento. La concessione è la 16035, di Netwin Italia S.p.a.
Attenzione alla parola «reale», e alle sue condizioni. Un bonus reale è denaro che si somma al deposito, ma è riservato a chi ha già verificato il conto, richiede almeno 20 € e un codice da inserire al primo versamento. Chi si registra senza completare la verifica non lo vede. È il tipo di offerta da leggere per intero prima di contarla come già incassata: tre condizioni, tutte ragionevoli, tutte capaci di escludere un giocatore distratto.
Betfair (concessione 16028): i mercati combinati e l’eredità dell’exchange
Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la 16028, di Betfair Italia S.r.l.
Il marchio nasce come exchange, e l’app conserva la traccia nei mercati a struttura composta. In Italia l’exchange è un gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lettera e) lo ammette come scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata back minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce inoltre che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Per chi ha esperienza, Multigol e combo sono il valore vero: strutture che permettono di costruire una copertura ragionata invece di puntare sul risultato secco. Chi non le conosce non perde nulla, perché il classico 1X2 resta a disposizione di tutti.
Eurobet (concessione 16012): il palinsesto che sfonda il confine dello sport
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. La concessione è la 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.
Le elezioni e i reality show non sono una trovata pubblicitaria: discendono dalla definizione di palinsesto dell’art. 2, lettera s), che parla esplicitamente anche di eventi non sportivi. È una delle ragioni per cui una scommessa su un evento non sportivo può stare su un .it e non su un dominio estero, perché l’evento è stato valutato e inserito nel programma. Sul lato non sportivo questa è la gamma più larga dei dieci. Sul calcio puro la profondità resta nella media.
Sisal (concessione 16020): il volume e il Cash Out
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. La concessione è la 16020, di Sisal Italia S.p.a.
Il Cash Out è la funzione che cambia più di tutte il modo in cui si gioca, e non solo in meglio. Chiudere prima della fine significa incassare una somma che l’operatore calcola sull’andamento dell’evento: se la partita corre nel verso della tua giocata il valore sale, se corre contro scende, e in ogni caso è l’operatore a fissarlo. È uno strumento di gestione, non un regalo. Chi lo usa per paura di perdere paga ogni volta un piccolo premio per la tranquillità; chi lo usa per alleggerire una multipla ai margini ne fa buon uso.
bet365 (concessione 16030): il partner globale con il numero verde in app
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La concessione è la 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc.
Il marchio è quello che porta più degli altri il calcio europeo dentro l’app, e il palinsesto internazionale è ampio. Il dettaglio che merita attenzione è però l’ultimo: un numero verde dentro l’app, accanto agli strumenti di autoesclusione, è la versione concreta dell’art. 15, comma 1, lettera f) — un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. La differenza tra un operatore che dichiara di rispettare la norma e uno che ti mette il numero sotto il dito sta tutta in quella riga. Chi vuole sapere in anticipo dove chiedere aiuto se le cose vanno storte trova qui l’informazione più utile della scheda; per gli altri resta il profilo di un bookmaker internazionale con copertura europea molto ampia.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Le risposte che seguono raccolgono i dubbi che tornano più spesso davanti a un dominio estero: cosa si rischia, come si controlla una concessione, come funzionano il RUA e i limiti di deposito, cosa vieta il Decreto Dignità e come sono trattate le vincite. Due elenchi pubblici di ADM — quello dei concessionari autorizzati e quello dei siti inibiti — rispondono alla maggior parte delle domande in pochi minuti, e valgono più di qualsiasi banner.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna concessione significa nessuna tutela: niente RUA, niente limiti di deposito imposti da ADM, niente foro italiano competente. Il dominio è soggetto a inibizione DNS e alle sue riaperture, e ADM dichiara che anche il partecipante alle scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il nome nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga ha un codice da 16000 a 16051 e un sito .it. In alternativa si legge la concessione nelle condizioni dell’operatore: un numero a cinque cifre e una società concessionaria.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. L’iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, non solo quella dove è stata chiesta, e anche le sale sul territorio. Dal 1° febbraio 2026 le durate vanno da 7 a 270 giorni o sono indeterminate.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
Vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro su qualunque mezzo, internet compreso. L’AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la promozione, non l’esistenza del bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il conto si apre scegliendo un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco. La riduzione è immediata, l’aumento richiede sette giorni, come prevedono le condizioni di AdmiralBet. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario di fissare i limiti anche in base a età e comportamento del giocatore.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte e il giocatore non dichiara nulla, secondo la stampa di settore del 2024 e del 2026. Le vincite ottenute su un sito estero andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Siti non AAMS ed esteri – Consigliscommesseit.com
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